LA VIA MATRIS

 

 

IL CAMMINO DI MARIA

 

Modellata sulla Via Crucis e fiorita dal tronco della devozione ai «sette dolori» della Vergine, questa forma di preghiera germinata nel sec. XVI si è progressivamente imposta, fino ad attestarsi nella forma attuale nel sec. XIX. La tematica fondante è la considerazione del cammino di prova vissuto da Maria, nel suo pellegrinaggio di fede, lungo l’arco della vita del suo Figlio ed esposto in sette stazioni:

 

1) la rivelazione di Simeone (Lc 2,34-35);
2) la fuga in Egitto (Mt 2,13-14);
3) lo smarrimento di Gesù (Lc 2,43-45);
4) l’incontro con Gesù sulla via del Calvario;
5) la presenza sotto la croce del Figlio (Gv 19,25-27);
6) l’accoglienza di Gesù deposto dalla croce (cf Mt 27,57-61 e par.);
7) la sepoltura di Cristo (cf Gv 19,40-42 e par.)

 

 

Recita Online la VIA MATRIS

(clicca)

 

 

Riti di Introduzione

V. Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo:
a lui la lode e la gloria nei secoli.

R. Nella sua misericordia ci ha rigenerati a una speranza
viva con la risurrezione di Gesù Cristo dai morti.

Fratelli e Sorelle
Il Padre che non ha risparmiato al suo Figlio unigenito la passione e la morte per giungere alla Risurrezione, non ha lenito alla Madre sua, che amava, l’abisso del dolore e il tormento della prova. “La beata Vergine Maria avanzò nella peregrinazione della fede e serbò fedelmente la sua unione col Figlio sino alla croce, dove non senza un disegno divino, se ne stette soffrendo profondamente col suo Unigenito e associandosi con animo materno al sacrificio di lui, amorosamente consenziente all’immolazione della vittima da lei generata; e finalmente, dallo stesso Gesù morente in croce fu data quale madre al discepolo con queste parole: “Donna, ecco il tuo figlio”» (LG 58). Contempliamo e viviamo il dolore e la speranza della Madre. La fede della Vergine illumini la nostra vita; la sua materna protezione accompagni il nostro cammino incontro al Signore della gloria.

Breve pausa di silenzio

 

Preghiamo.
O Dio, sapienza e pietà infinita, che tanto ami gli uomini da volerli compartecipi con Cristo del suo eterno disegno di salvezza: fa’ che riviviamo con Maria la forza vitale della fede, che ci ha fatti tuoi figli nel battesimo, e con lei attendiamo l’alba della risurrezione.

Per Cristo nostro Signore. Amen

 

 

Prima Stazione
Maria accoglie nella fede la profezia di Simeone

V. Ti lodiamo e ti benediciamo, Signore.
R. Perché all’opera della salvezza hai associato la Vergine Madre.

PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Luca. 2,34-35

Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio: Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima».

LA FEDE DELLA CHIESA

La Presentazione di Gesù al Tempio lo mostra come il Primogenito che appartiene al Signore. In Simeone e Anna è tutta l’attesa di Israele che viene all’Incontro con il suo Salvatore (la tradizione bizantina chiama così questo avvenimento). Gesù è riconosciuto come il Messia tanto a lungo atteso, “luce delle genti” e “gloria di Israele”, ma anche come “segno di contraddizione”. La spada di dolore predetta a Maria annunzia l’altra offerta, perfetta e unica, quella della croce, la quale darà la salvezza “preparata da Dio davanti a tutti i popoli”.

Catechismo della Chiesa Cattolica 529

MEDITAZIONE

Dopo aver riconosciuto in Gesù la “luce per illuminare le genti” (Lc 2,32), Simeone annunzia a Maria la grande prova cui è chiamato il Messia e le svela la sua partecipazione a tale destino doloroso. Simeone predice alla Vergine che avrà parte alla sorte del Figlio. Le sue parole predicono un futuro di sofferenza per il Messia. Ma Simeone affianca alla sofferenza di Cristo la visione dell’anima di Maria trafitta dalla spada, accomunando, in tal modo, la Madre al doloroso destino del Figlio. Così il santo vegliardo, mentre pone in luce la crescente ostilità a cui va incontro il Messia, sottolinea la ripercussione di essa sul cuore della Madre. Tale sofferenza materna raggiungerà il culmine nella passione quando si unirà al Figlio nel sacrificio redentore. Maria, in riferimento alla profezia della spada che le trafiggerà l’anima, non dice nulla. Accoglie in silenzio quelle parole misteriose che lasciano presagire una prova molto dolorosa e collocano nel suo significato più autentico la presentazione di Gesù al Tempio. A partire dalla profezia di Simeone, Maria unisce in modo intenso e misterioso la sua vita alla missione dolorosa di Cristo: ella diventerà la fedele cooperatrice del Figlio per la salvezza del genere umano.

Giovanni Paolo II, dalla Catechesi di mercoledì, 18 dicembre 1996

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del seno tuo, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen

PREGHIAMO

O Padre, risplenda sempre la vergine Chiesa, sposa del Cristo, per l’incontaminata fedeltà al patto del tuo amore; e sull’esempio di Maria, umile tua serva, che presentò nel tempio l’Autore della nuova legge, custodisca la purezza della fede, alimenti l’ardore della carità, ravvivi la speranza nei beni futuri. Per Cristo nostro Signore.
Per Cristo nostro Signore. Amen

 

 

Seconda Stazione
Maria fugge in Egitto per salvare Gesù

V. Ti lodiamo e ti benediciamo, Signore.
R. Perché all’opera della salvezza hai associato la Vergine Madre

PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Matteo. 2,13-14

 

[I magi] erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio.

LA FEDE DELLA CHIESA

La fuga in Egitto e la strage degli innocenti manifestano l’opposizione delle tenebre alla luce: “Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto” (Gv 1,11). L’intera vita di Cristo sarà sotto il segno della persecuzione. I suoi condividono con lui questa sorte. Il suo ritorno dall’Egitto ricorda l’Esodo e presenta Gesù come il liberatore definitivo. Durante la maggior parte della sua vita, Gesù ha condiviso la condizione della stragrande maggioranza degli uomini: un’esistenza quotidiana senza apparente grandezza, vita di lavoro manuale, vita religiosa giudaica sottomessa alla Legge di Dio, vita nella comunità. Riguardo a tutto questo periodo ci è rivelato che Gesù era “sottomesso” ai suoi genitori e che “cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini” (Lc 2,51-52). Nella sottomissione di Gesù a sua madre e al suo padre legale si realizza l’osservanza perfetta del quarto comandamento. Tale sottomissione è l’immagine nel tempo della obbedienza filiale al suo Padre celeste.

Catechismo della Chiesa Cattolica 530-532

MEDITAZIONE

Dopo la visita dei Magi, dopo il loro omaggio, dopo l’offerta dei doni, Maria, insieme al bambino, deve fuggire in Egitto sotto la premurosa protezione di Giuseppe, perché “Erode stava cercando il bambino per ucciderlo” (Mt2,13). E fino alla morte di Erode dovranno rimanere in Egitto. Dopo la morte di Erode, quando la sacra famiglia fa ritorno a Nazareth, inizia il lungo periodo della vita nascosta. Colei che “ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (Lc1,45) vive ogni giorno il contenuto di queste parole. Quotidianamente accanto a lei è il Figlio, a cui ha dato nome Gesù; dunque. Certamente nel contatto con lui ella usa questo nome, che del resto non poteva destare meraviglia in nessuno, essendo in uso da molto tempo in Israele. Tuttavia, Maria sa che colui che porta il nome Gesù è stato chiamato dall’angelo “Figlio dell’Altissimo” (Lc1,32). Maria sa di averlo concepito e dato alla luce “non conoscendo uomo”, per opera dello Spirito Santo, con la potenza dell’Altissimo che ha steso la sua ombra su di lei, così come ai tempi di Mosè e dei padri la nube velava la presenza di Dio. Dunque, Maria sa che il Figlio, da lei dato alla luce verginalmente, è proprio quel “santo”, “il Figlio di Dio”, di cui le ha parlato l’angelo. Durante gli anni della vita nascosta di Gesù nella casa di Nazareth, anche la vita di Maria è “nascosta con Cristo in Dio” (Col3,3) mediante la fede. La fede, infatti, è un contatto col mistero di Dio. Maria costantemente, quotidianamente è in contatto con l’ineffabile mistero di Dio che si è fatto uomo, mistero che supera tutto ciò che è stato rivelato nell’Antica Alleanza.

Giovanni Paolo II, Redemptoris Mater 16,17

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del seno tuo, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen

PREGHIAMO

Dio fedele, che nella beata Vergine Maria hai dato compimento alle promesse fatte ai padri, donaci di seguire l’esempio della Figlia di Sion che a te piacque per l’umiltà e con l’obbedienza cooperò alla redenzione del mondo. Per Cristo nostro Signore. Amen

 

 

Terza Stazione
Maria Santissima cerca Gesù rimasto a Gerusalemme

V. Ti lodiamo e ti benediciamo, Signore.
R. Perché all’opera della salvezza hai associato la Vergine Madre

PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Matteo. 2,34-35

 

Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui. I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero le sue parole. Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

LA FEDE DELLA CHIESA

La vita nascosta di Nazaret permette ad ogni uomo di essere in comunione con Gesù nelle vie più ordinarie della vita quotidiana: Nazaret è la scuola dove si è iniziati a comprendere la vita di Gesù, cioè la scuola del Vangelo. . . In primo luogo essa ci insegna il silenzio. Oh! se rinascesse in noi la stima del silenzio, atmosfera ammirabile e indispensabile del lo spirito. . . Essa ci insegna il modo di vivere in famiglia. Nazaret ci ricordi cos’è la famiglia, cos’è la comunione di amore, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro e inviolabile. . . Infine impariamo una lezione di lavoro. Oh! dimora di Nazaret, casa del “Figlio del falegname”! Qui soprattutto desideriamo comprendere e celebrare la legge, severa certo, ma redentrice della fatica umana. . . Infine vogliamo salutare gli operai di tutto il mondo e mostrar loro il grande modello, il loro divino fratello [Paolo VI, 5.1.1964 a Nazaret,]. Il ritrovamento di Gesù nel Tempio è il solo avvenimento che rompe il silenzio dei Vangeli sugli anni nascosti di Gesù. Gesù vi lascia intravedere il mistero della sua totale consacrazione a una missione che deriva dalla sua filiazione divina: “Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?” (Lc 2,49). Maria e Giuseppe “non compresero” queste parole, ma le accolsero nella fede, e Maria “serbava tutte queste cose nel suo cuore” (Lc 2,51) nel corso degli anni in cui Gesù rimase nascosto nel silenzio di una vita ordinaria.

Catechismo della Chiesa Cattolica 533-534

MEDITAZIONE

Maria, per molti anni, rimase nell’intimità col mistero del suo Figlio, e avanzava nel suo itinerario di fede, man mano che Gesù “cresceva in sapienza… e grazia davanti a Dio e agli uomini” (Lc2,52). Sempre di più si manifestava agli occhi degli uomini la predilezione che Dio aveva per lui. La prima tra queste creature umane ammesse alla scoperta di Cristo era Maria, che con Giuseppe viveva nella stessa casa a Nazareth. Tuttavia, quando, dopo il ritrovamento nel tempio, alla domanda della madre: “Perché ci hai fatto così?”, il dodicenne Gesù rispose: “Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”, l’evangelista aggiunge: “Ma essi (Giuseppe e Maria) non compresero le sue parole” (Lc2,48). Dunque, Gesù aveva la consapevolezza che “solo il Padre conosce il Figlio” (Mt11,27), tanto che persino colei, alla quale era stato rivelato più a fondo il mistero della filiazione divina, la madre, viveva nell’intimità con questo mistero solo mediante la fede! Trovandosi a fianco del Figlio, sotto lo stesso tetto e “serbando fedelmente la sua unione col Figlio”, ella “avanzava nella peregrinazione della fede”, come sottolinea il Concilio. E così fu anche durante la vita pubblica di Cristo (Mc 3,21) onde di giorno in giorno si adempiva in lei la benedizione pronunciata da Elisabetta nella visitazione: “Beata colei che ha creduto”.


Giovanni Paolo II, Redemptoris Mater 1

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del seno tuo, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen

PREGHIAMO

O Dio che nella Santa Famiglia ci hai dato un vero modello di vita, fa’ che per intercessione del tuo Figlio Gesù, della Vergine Madre e di San Giuseppe camminiamo tra le varie vicende del mondo, sempre orientati ai beni eterni. Per Cristo nostro Signore. Amen

 

 

Quarta Stazione
Maria Santissima incontra Gesù sulla via del Calvario

V. Ti lodiamo e ti benediciamo, Signore.
R. Perché all’opera della salvezza hai associato la Vergine Madre

PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Luca. 2,34-35

 

Simeone parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima» … Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.

LA FEDE DELLA CHIESA

Per la sua piena adesione alla volontà del Padre, all’opera redentrice del suo Figlio, ad ogni mozione dello Spirito Santo, la Vergine Maria è il modello della fede e della carità per la Chiesa. «Per questo è riconosciuta quale sovreminente e del tutto singolare membro della Chiesa» «ed è la figura della Chiesa». Ma il suo ruolo in rapporto alla Chiesa e a tutta l’umanità va ancora più lontano. «Ella ha cooperato in modo tutto speciale all’opera del Salvatore, con l’obbedienza, la fede, la speranza e l’ardente carità per restaurare la vita soprannaturale delle anime. Per questo è stata Per noi la Madre nell’ordine della grazia». «Questa maternità di Maria: nell’economia della grazia perdura senza soste dal momento del consenso prestato nella fede al tempo dell’Annunciazione, e mantenuto senza esitazioni sotto la croce, fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti. Difatti, assunta in cielo ella non ha deposto questa missione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua ad ottenerci i doni della salvezza eterna… Per questo la beata Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice».

Catechismo della Chiesa Cattolica 967-969

MEDITAZIONE

Gesù si è appena rialzato dalla sua prima caduta, quando incontra la sua Santissima Madre, al bordi della strada che stava percorrendo. Maria guarda Gesù con immenso amore, e Gesù guarda sua Madre; i loro occhi si incontrano, ciascuno dei due cuori versa nell’altro il proprio dolore. L’anima di Maria è sommersa in amarezza, nell’amarezza di Gesù. Voi tutti che passate per la via. considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore! (Lam 1, 12). Ma nessuno se ne accorge, nessuno lo nota; soltanto Gesù. Si è compiuta la profezia di Simeone: Una spada ti trafiggerà l’anima (Lc 2, 35). Nella buia solitudine della Passione, la Madonna offre a suo Figlio un balsamo di tenerezza, di unione, di fedeltà; un “si” alla volontà divina. Dando la mano a Maria, anche tu e io vogliamo consolare Gesù. accettando sempre e in tutto la Volontà di suo Padre, di nostro Padre. Soltanto così gusteremo la dolcezza della Croce di Cristo, e la abbracceremo con la forza dell’Amore, portandola in trionfo per tutti i cammini della terra.


S. Josmaria Escrivà de Balaguer

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del seno tuo, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen

PREGHIAMO

Gesù, che volgi lo sguardo alla Madre, donaci, in mezzo alle sofferenze, l’audacia e la gioia di accoglierti e di seguirti con fiducioso abbandono. Cristo, sorgente della vita, donaci di contemplare il tuo volto e scorgere nella follia della Croce la promessa della nostra risurrezione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen

 

 

Quinta Stazione
Maria Santissima è presente alla crocifissione e alla morte del Figlio

V. Ti lodiamo e ti benediciamo, Signore.
R. Perché all’opera della salvezza hai associato la Vergine Madre

PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Giovanni. 19,25-30

 

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno d’aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò.

LA FEDE DELLA CHIESA

Maria, la tutta Santa Madre di Dio, sempre Vergine, è il capolavoro della missione del Figlio e dello Spirito nella pienezza del tempo. Per la prima volta nel disegno della salvezza e perché il suo Spirito l’ha preparata, il Padre trova la Dimora dove il suo Figlio e il suo Spirito possono abitare tra gli uomini. In questo senso la Tradizione della Chiesa ha spesso letto riferendoli a Maria i più bei testi sulla Sapienza: Maria è cantata e rappresentata nella Liturgia come “Sede della Sapienza”. In lei cominciano a manifestarsi le “meraviglie di Dio”, che lo Spirito compirà in Cristo e nella Chiesa. Lo Spirito Santo ha preparato Maria con la sua grazia. Era conveniente che fosse “piena di grazia” la Madre di Colui nel quale “abita corporalmente tutta la pienezza della Divinità” (Col 2,9). Per pura grazia ella è stata concepita senza peccato come la creatura più umile e più capace di accogliere il Dono ineffabile dell’Onnipotente. A giusto titolo l’angelo Gabriele la saluta come la “Figlia di Sion”: “Gioisci”. È il rendimento di grazie di tutto il Popolo di Dio, e quindi della Chiesa, che Maria eleva al Padre, nello Spirito, nel suo cantico, quando ella porta in sé il Figlio eterno.

Catechismo della Chiesa Cattolica 721, 722

MEDITAZIONE

Sul Calvario s’era fatto il silenzio quasi assoluto. Ai piedi della Croce c’era anche la Madre. Eccola. In piedi. E’ l’amore solo che la sorregge. Ogni conforto è assolutamente inutile. E’ sola nel suo inenarrabile dolore. Eccola: è immobile: vera statua del dolore scolpita dalla mano di Dio. Ora Maria vive per Gesù e in Gesù. Nessuna creatura s’è mai avvicinata al divino come Lei, nessuna sa soffrire divinamente come Lei. Dolore sconcertante, più che umano, che passa tutte le misure. I suoi occhi ardenti contemplano la tremenda visione. Vede tutto. Vuol vedere tutto. Ne ha diritto: è Sua Madre. E’ suo. Lo riconosce bene. Ne hanno fatto scempio, ma lo riconosce. Quale madre non riconoscerebbe il proprio figlio anche quando fosse sformato dalle percosse o sfigurato da un colpo inaspettato delle forze cieche? E’ suo e Le appartiene. Gli è sempre stata vicina nei tempi della sua fanciullezza e della sua adolescenza, come negli anni della virilità finché ha potuto….. E’ un miracolo se non cade a terra. Ma il miracolo più grande è quello del suo amore che La sostiene, che La tiene lì in piedi finché Lui non sarà morto. Finché Lui vive, Lei non potrà morire! Sì, Signore , voglio restare qui accanto a Te e alla Madre Tua. Questo grande dolore che Vi unisce sul Calvario è il mio dolore perché è tutto per me. Per me, gran Dio!


S. Josmaria Escrivà de Balaguer

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del seno tuo, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen

PREGHIAMO

O Dio, che nel tuo misterioso disegno di salvezza hai voluto continuare la passione del tuo Figlio nelle membra piagate del suo corpo, che è la Chiesa, fa’ che, uniti alla Madre Addolorata ai piedi della croce, impariamo a riconoscere e servire con amore premuroso il Cristo, sofferente nei fratelli.
Per Cristo nostro Signore. Amen

 

 

Sesta Stazione
Maria Santissima accoglie tra le braccia il corpo di Gesù deposto dalla croce

V. Ti lodiamo e ti benediciamo, Signore.
R. Perché all’opera della salvezza hai associato la Vergine Madre

PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Matteo. 27,57-61

 

Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l’altra Maria.

LA FEDE DELLA CHIESA

Il ruolo di Maria verso la Chiesa è inseparabile dalla sua unione a Cristo e da essa direttamente deriva. «Questa unione della Madre col Figlio nell’opera della Redenzione si manifesta dal momento della concezione verginale di Cristo fino alla morte di lui». Essa viene particolarmente manifestata nell’ora della sua Passione: La beata Vergine ha avanzato nel cammino della fede e ha conservato fedelmente la sua unione col Figlio sino alla croce, dove, non senza un disegno divino, se ne stette ritta, soffrì profondamente con suo Figlio unigenito e si associò con animo materno al sacrificio di lui, amorosamente consenziente all’immolazione della vittima da lei generata; e finalmente, dallo stesso Cristo Gesù morente in croce fu data come madre al discepolo con queste parole: «Donna, ecco il tuo figlio» (Gv 19, 26).

Catechismo della Chiesa Cattolica 964

MEDITAZIONE

L’associazione della Vergine alla missione di Cristo raggiunge il culmine in Gerusalemme, al momento della passione e morte del Redentore. Il Concilio sottolinea la dimensione profonda della presenza della Vergine sul Calvario, ricordando che Ella “serbò fedelmente la sua unione col Figlio sino alla croce” (LG 58), e fa presente che tale unione “nell’opera della redenzione si manifesta dal momento della concezione verginale di Cristo fino alla morte di Lui” (ivi, 57). L’adesione della Madre alla passione redentrice del Figlio si compie nella partecipazione al suo dolore. Torniamo nuovamente alle parole del Concilio, secondo le quali, nella prospettiva ormai della risurrezione, ai piedi della croce, la Madre “soffrì profondamente col suo Unigenito e si associò con animo materno al sacrificio di Lui, amorosamente consenziente all’immolazione della vittima da Lei generata” (ivi, 58). Con queste parole il Concilio ci ricorda la “compassione di Maria”, nel cui cuore si ripercuote tutto ciò che Gesù patisce nell’anima e nel corpo, sottolineandone la volontà di partecipare al sacrificio redentore e di unire la propria sofferenza materna all’offerta sacerdotale del Figlio. Nel dramma del Calvario Maria è sostenta dalla fede, rafforzatasi nel corso degli eventi della sua esistenza e, soprattutto, durante la vita pubblica di Gesù. Il Concilio ricorda che “la Beata Vergine avanzò nel cammino della fede e serbò fedelmente la sua unione col Figlio sino alla croce” (LG 58). In questo supremo “sì” di Maria risplende la fiduciosa speranza nel misterioso futuro, iniziato con la morte del Figlio crocifisso. La speranza di Maria ai piedi della croce racchiude una luce più forte dell’oscurità che regna in molti cuori: di fronte al Sacrificio redentore, nasce in Maria la speranza della Chiesa e dell’umanità.


Giovanni Paolo II, dalla Catechesi di mercoledì, 2 aprile 1997

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del seno tuo, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen

PREGHIAMO

O Dio, che per redimere il genere umano, sedotto dagli inganni del maligno, hai associato alla passione del tuo Figlio la Madre Addolorata, fa’ che tutti i figli di Adamo, risanati dagli effetti devastanti della colpa, siano partecipi della creazione rinnovata in Cristo redentore. Egli è Dio, e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

 

 

Settima Stazione
Maria Santissima depone il corpo di Gesù nel sepolcro in attesa della risurrezione

V. Ti lodiamo e ti benediciamo, Signore.
R. Perché all’opera della salvezza hai associato la Vergine Madre

PAROLA DI DIO

Dal Vangelo secondo Giovanni. 19,38-42

 

Giuseppe d’Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com’è usanza seppellire per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino.

LA FEDE DELLA CHIESA

“Per la grazia di Dio, egli” ha provato “la morte a vantaggio di tutti” (Eb 2,9). Nel suo disegno di salvezza, Dio ha disposto che il Figlio suo non solamente morisse “per i nostri peccati” (1Cor 15,3) ma anche “provasse la morte”, ossia conoscesse lo stato di morte, lo stato di separazione tra la sua anima e il suo Corpo per il tempo compreso tra il momento in cui egli è spirato sulla croce e il momento in cui è risuscitato. Questo stato di Cristo morto è il Mistero del sepolcro e della discesa agli inferi. È il Mistero del Sabato Santo in cui Cristo deposto nel sepolcro manifesta il grande riposo sabbatico di Dio dopo il compimento della salvezza degli uomini che mette in pace l’universo intero. La permanenza di Cristo nella tomba costituisce il legame reale tra lo stato di passibilità di Cristo prima della Pasqua e il suo stato attuale glorioso di risorto. È la medesima Persona del “Vivente” che può dire: “Io ero morto, ma ora vivo per sempre” (Ap 1,18). Dio [il Figlio] non ha impedito che la morte separasse l’anima dal corpo, come naturalmente avviene, ma egli li ha di nuovo ricongiunti l’uno all’altra con la Risurrezione, al fine di essere lui stesso, nella sua Persona, il punto d’incontro della morte e della vita arrestando in sé la decomposizione della natura causata dalla morte e divenendo lui stesso principio di riunione per le parti separate [San Gregorio di Nissa, Oratio catechetica, 16: PG 45, 52B].

Catechismo della Chiesa Cattolica 624, 625

MEDITAZIONE

Molto vicino al Calvario in un orto Giuseppe d’Arimatea si era fatto scavare nella roccia un sepolcro nuovo. Ed essendo la vigilia della grande Pasqua del giudei lì depongono Gesù. Poi, Giuseppe, rotolata una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò (Mt 27, 60). Senza nulla di proprio Gesù è venuto al mondo e senza nulla di proprio -neppure il luogo in cui riposa – ci ha lasciati. La Madre del Signore – mia Madre – e le donne che hanno seguito il Maestro dalla Galilea, dopo aver osservato tutto attentamente, rientrano anch’esse. Cade la notte. Adesso tutto è finito. L’opera della nostra Redenzione è compiuta. Ormai siamo figli di Dio, perché Gesù è morto per noi e la sua morte ci ha riscattati. Empti enim estis pretio magno! (1 Cor 6, 20), tu e io siamo stati comprati a gran prezzo. Dobbiamo far diventare vita nostra la vita e la morte di Cristo. Morire per mezzo della mortificazione e della penitenza, perché Cristo viva in noi per mezzo dell’Amore. E dunque seguire le orme di Cristo, con l’anelito di corredimere tutte le anime. Dare la vita per gli altri. Soltanto così si vive la vita di Gesù Cristo e diventiamo una sola cosa con Lui.


S. Josemaria Escrivà de Balaguer

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del seno tuo, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen

PREGHIAMO
Padre santo, che nel mistero pasquale hai stabilito la salvezza del genere umano, concedi a tutti gli uomini con la grazia del tuo Spirito di essere inclusi nel numero dei figli di adozione, che Gesù morente affidò alla Vergine Madre. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

 

SEQUENZA

Addolorata, in pianto,
la Madre sta presso la croce
da cui pende il Figlio.

Immersa in angoscia mortale
geme nell’intimo del cuore
trafitto da spada.

Quanto grande è il dolore
della benedetta fra le donne,
Madre dell’Unigenito!

Piange la Madre pietosa
contemplando le piaghe
del divino suo Figlio.

Chi può trattenersi dal pianto
davanti alla Madre di Cristo
in tanto tormento?

Chi può non provare dolore
davanti alla Madre
che porta la morte del Figlio?

Per i peccati del popolo suo
ella vede Gesù nei tormenti
del duro supplizio.
Per noi ella vede morire
il dolce suo Figlio,
solo, nell’ultima ora.

O Madre, sorgente di amore,
fa’ che io viva il tuo martirio,
fa’ che io pianga le tue lacrime.

Fa’ che arda il mio cuore
nell’amare il Cristo-Dio,
per essergli gradito.
Ti prego, Madre santa:
siano impresse nel mio cuore
le piaghe del tuo Figlio.

Uniscimi al tuo dolore
per il Figlio tuo divino
che per me ha voluto patire.

Con te lascia ch’io pianga
il Cristo crocifisso
finché avrò vita.

Restarti sempre vicino
piangendo sotto la croce:
questo desidero.

O Vergine santa tra le vergini,
non respingere la mia preghiera,
e accogli il mio pianto di figlio.

Fammi portare la morte di Cristo,
partecipare ai suoi patimenti,
adorare le sue piaghe sante.

Ferisci il mio cuore con le sue ferite,
stringimi alla sua croce,
inebriami del suo sangue.

Nel suo ritorno glorioso
rimani, o Madre, al mio fianco,
salvami dall’eterno abbandono.

O Cristo, nell’ora del mio passaggio
fa’ che, per mano a tua Madre,
io giunga alla meta gloriosa.

Quando la morte dissolve il mio corpo
aprimi, Signore, le porte del cielo,
accoglimi nel tuo regno di gloria. Amen.

 

 

Rito di Conclusione

V. Ti lodiamo e ti veneriamo, Santa Maria, Vergine Addolorata.
R. Madre fedele presso la croce del Figlio.

 

ACCLAMAZIONE

Benedetta tu, Santa Maria, Vergine Addolorata: associata alla passione di Cristo, sei divenuta nostra madre, segno di speranza nel nostro cammino.

 

PREGHIAMO

 

O Dio, tu hai voluto che accanto al tuo Figlio, innalzato sulla croce, fosse presente la sua Madre addolorata: fa’ che, associati con lei alla passione di Cristo, partecipiamo alla gloria della risurrezione. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

BENEDIZIONE

V. Ci protegga la Vergine Maria e ci guidi benigna nel cammino della vita. R. Amen

 

 

Recita Online la VIA MATRIS

(clicca)

 

 

 

 Sito versione Desktop