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MEDITAZIONE DEL GIORNO                                                                                                           

28° Gennaio

LE OPERE DI CARITÀ

 

 

1. L'amor del prossimo fa parte dell'amare di Dio. Lo disse Gesù (Mc12, 31); amare Dio è il primo dei comandamenti, ma ve n'è un secondo molto simile, è l'amore del prossimo. Sono due rami di uno stesso albero, dice sant'Agostino; chi dice di amare Dio, mentre odia il prossimo, è un ipocrita (1 Jo. 4, 20). Non credere di amare Dio, se provi odio, rancore, avversione, freddezza col prossimo, se non lo soccorri quando puoi.

 

 

2. Chi ama Dio, è amorevole verso il prossimo. Chi fondò, istituì, promosse le più belle opere di carità, di beneficenza? Chi è tutto premuroso verso i poveri e i bisognosi, per spandere il Vangelo in regioni lontane? Non sono tutte anime innamorate di Dio? Il B. Valfrè, per esempio, notte e giorno lavora, fatica per beneficare il suo paese; piange e si ammala quando è impedito di far del bene. E noi che facciamo? Amiamo il vero bene altrui?

 

 

3. Chi ama Dio, si sacrifica per il prossimo. Il missionario e la religiosa sacrificano gli agi, le proprie soddisfazioni per salvare i loro simili; il sacerdote nell'apostolato, la suora di carità accanto al letto del moribondo, si consumano lentamente, senza speranza di ricchezze o di onori; ma l'amor di Dio li guida, li riscalda... Il B. Valfrè morì appunto perché non guardò a sé, per salvare il prossimo. E tu con qualche elemosina, con un servizio, con un po' d'incomodo quanto bene potresti fare al prossimo!

 

 

PRATICA. — Fa un'opera di carità, corporale o spirituale.

 

 

Tratto da: Brevi meditazioni per tutti i giorni dell'anno e sopra le solennità della Chiesa proposte alle anime pie (Agostino Berteu)

 

 

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