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MEDITAZIONE DEL GIORNO                                                                                                           

4° Marzo

L'ULTIMA CENA


1. Gesù con noi. Prima di partire, mentre Giuda e i nemici s'accingono ad immolarlo. Gesù, pur sapendo la futura ingratitudine dei cristiani, annunzia che un desiderio ardente lo brucia di esser con noi; si nasconde sotto le specie del pane e del vino, e ci lascia, non una parte, ma tutto se stesso. Bontà infinita, amore di Gesù! E noi siamo così misconoscenti, freddi, insensibili verso il gran Sacramento! E dimentichiamo tanto spesso Gesù che sta con noi! E così di rado Lo visitiamo, e tanto distratti!


2. Gesù comunica gli Apostoli. Dopo aver comunicato Se stesso (S. Tomm. 3a p.), per animare gli Apostoli e per dar loro esempio della dovuta riverenza, Gesù li comunicò: La fede sbocciò più viva in Pietro e il cuore di Giovanni arse d'amore; nell'anima di ogni Apostolo brillò la luce di Dio. Solo per Giuda il pane divino significò condanna. Tu, o cristiano, non invidiare gli Apostoli, frequenta la santa Comunione con fede e con devozione! Che desiderio ne senti? Aver fame dell'Eucaristia è buon segno.


3. Umiliazione di Gesù nell'ultima Cena. Gesù va attorno lavando i piedi agli Apostoli; Lui, Dio, Signore, ai piedi di quelli che dovevano tradirlo, negarlo, abbandonarlo... La purità di coscienza, l'umiltà e la carità sono appunto la necessaria preparazione alla santa Comunione. Esamina tè stesso: con quali disposizioni ti comunichi? Male tè ne verrà se sarai sacrilego, superbo e indifferente!


PRATICA. — Se non puoi comunicarti, visita il Santissimo; recita il Pange lingua.

 

 

Tratto da: Brevi meditazioni per tutti i giorni dell'anno e sopra le solennità della Chiesa proposte alle anime pie (Agostino Berteu)

 

 

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