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MEDITAZIONE DEL GIORNO                                                                                                           

11° Marzo

PIETRO SPERGIURO


1. Pietro rinnega Gesù per tiepidezza. Figurati nel cuore della notte, l'atrio del pontefice. Una lampada spande intorno una debole luce, e, attorno al fuoco, curiosi e sfaccendati parlano del nuovo prigioniero, Gesù. Pietro conversa con alcuni di essi; riconosciuto, vacilla, poi nega di conoscere il Maestro! Pietro dormì nell'orto invece di pregare e, catturato Gesù, tosto lo abbandonò; tornò, da lontano, a seguirlo, ma cadde! Tema Dio chi è freddo: la caduta è ben vicina alla tiepidezza!


2. Pietro spergiuro per presunzione. Si vantava di voler seguire Gesù, a ogni costo, fino alla morte; di non volersi mai scandalizzare; di non rinnegarlo mai. Pietro dimentica la predizione di Gesù, o presuntuoso non ci crede, e intanto basta una sola ancella a muoverlo allo spergiuro col dire che non aveva nulla da fare con Lui. Guai a chi fida in sé e nelle proprie forze; guai al presuntuoso che dimentica di non potere nulla senza Dio!


3. Pietro ricade nello spergiuro, perché sta nelle occasioni. Era trascorsa un'ora circa (Lc 22, 59) dal suo spergiuro e Pietro insensibile, indifferente al suo peccato, o non osando partire sebbene pentito, fu di nuovo incalzato a dire se fosse dei discepoli di Gesù. Pietro aggiungendo menzogne, cominciò a imprecare a se stesso e a spergiurare di non saperne nulla. È troppo vero che chi sta nelle occasioni pericolose volontariamente, deve cadere. Esamina i tuoi pericoli di cadere, e provvedi all'anima tua,


PRATICA. — Recita il Credo con viva fede.

 

 

Tratto da: Brevi meditazioni per tutti i giorni dell'anno e sopra le solennità della Chiesa proposte alle anime pie (Agostino Berteu)

 

 

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