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MEDITAZIONE DEL GIORNO                                                                                                           

29° Marzo

ULTIMI SOSPIRI DI GESÙ


1. Tutto è compiuto. La missione terrena di Gesù è terminata: le profezie, le speranze, i desideri dei Santi dell'antica legge sono compiuti, la giustizia del Padre è soddisfatta; senza risparmiarsi affatto, Gesù ha donato le sue agiatezze, l'onore, il sangue, il corpo, la vita; ora protesta che tutto è compiuto. Morendo, potremo anche noi dire d'avere speso bene la vita? Di avere adempiti tutti i nostri doveri, anche piccoli e comuni?


2. Rimette lo spirito nelle mani di Dio. Venuto dal Padre, vissuto cercando la gloria del Padre, prima di ritornare in seno a Lui, gli raccomanda lo spirito. Aveva rimesso il corpo in mano ai giudei perché fosse tormentato; ma serbava l'anima per il Padre suo che onorò, amandolo da figliuolo. Noi, morendo, oseremo chiamare Dio nostro Padre, per averlo rispettato, ubbidito e amato?


3. Parla ad alta voce. Tre Evangelisti scrivono che Gesù, morente, pronunziò le ultime parole gridando, sia per dimostrare che il morire per Lui era tutto volontario, sia per indicarci la necessità di pensare allo spirito sull'ultimo della vita. Prepariamoci ogni giorno per quel punto estremo da cui dipende un'eternità; ma, al suo avvicinarsi, pensiamo solo all'anima, ai Sacramenti, a morire nelle mani di Dio.


PRATICA. - Pensa alla tua morte, metti subito rimedio a ciò che ti farebbe paura; domanda a Gesù la morte del giusto. Tre Ave Maria.

 

 

Tratto da: Brevi meditazioni per tutti i giorni dell'anno e sopra le solennità della Chiesa proposte alle anime pie (Agostino Berteu)

 

 

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