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MEDITAZIONE DEL GIORNO                                                                                                           

18° Aprile

GIORNO DI ABBANDONO IN DIO


1. Iddio c'invita a riposarci in Lui. Egli stesso si fa chiamare: Padre nostro, dolce parola che tutta descrive la tenerezza del suo Cuore e le premure di cui ci circonda. Gesù per infonderci confidenza, richiama la nostra attenzione sul giglio del campo e sull'uccelletto dell'aria, nutrito e sostenuto dalla Provvidenza divina; Egli stesso pronunziò venite a me, o voi, che siete travagliati e stanchi, Io vi ristorerò. Possiamo dunque credere che non pensi a noi? Eppure ci lamentiamo tanto di Dio!


2. Abbandono di S. Giuseppe in Dio. Quante angustie travagliarono la famiglia del Santo! La povertà batteva di continuo alla sua porta; Giuseppe si abbandona in Dio e Dio provvede a Lui. Nel pellegrinaggio del deserto, nell'esilio d'Egitto si vede solo, senz'appoggio veruno per provvedere a Maria e Gesù, ma, dopo aver fatto tutto il possibile, si abbandona in Dio ed è consolato. Nelle pene di spirito confida in Dio e l'Angelo lo conforta. Come fece in vita, così fece in morte. Che nobile esempio!


3. Dolcezza dell'abbandono in Dio. Tu ti agiti per la povertà, per la malattia, per la poca capacità, per la mancanza di virtù, per le privazioni: che ci guadagni? Melanconie ed affanni maggiori! Chi s'abbandona in Dio, in tutte le afflizioni e ripete il fìat voluntas tua, si sente capace d'eroici sacrifici e la tribolazione s'alleggerisce; affidarci in tutto nelle braccia di un Padre che è onnipotente, conforta molto e ottiene miracoli.


PRATICA. - Riponiamo in seno a Dio noi e tutte le cose nostre: tre Pater a S. Giuseppe.

 

 

Tratto da: Brevi meditazioni per tutti i giorni dell'anno e sopra le solennità della Chiesa proposte alle anime pie (Agostino Berteu)

 

 

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