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MEDITAZIONE DEL GIORNO                                                                                                           

11° Maggio

Profer lumen caecis: MARIA GUIDA NELLE TENEBRE


1. La cecità spirituale è peggiore di quella fisica. È un martirio per chiunque, dopo aver veduto e gustato le bellezze della terra, d'un tratto divenire cieco, come Tobia in Ninive; ma perdere la vista interiore, camminare rasentando l'Inferno, in quanto si è o si fa il cieco sul proprio stato, non si credono o si disprezzano le tremende verità della Fede, aspettando sempre a convenirsi, a confessarsi, questo è un avviarsi all'eternità da stolto!... Prega Maria acciocché tu non divenga mai cieco spiritualmente. Medita i Novissimi per ravvivare la tua Fede.


2. Difficoltà di guarire per i ciechi spirituali. Come l'occhio vede tutto e non se stesso, così fa il cieco spirituale; nell'Apoc. (III, 17) diceva Gesù: Tu sei meschino e miserabile, povero e ignudo, e non lo sai. Il cieco spirituale crede di vedere bene, di camminare giusto; perciò difficilmente si converte. Quanti sono i ciechi di Gerico che esclamano: Signore, fa ch'io possa vedere? Quanti piuttosto, come Giuda, in morte aprono gli occhi, ma per disperarsi! Maria è simile alla luna che splende nelle tenebre. O peccatori, ciechi sul vostro stato, sulla volontà del Signore, sulla vostra salvezza rammentate che Maria dirada il buio della notte, irradia la luce del sole. A lei ricorrete.

ESEMPIO. - Di Disma, il buon ladrone, si crede che appunto Maria gli ottenesse la grazia di conoscere Gesù e di giungere quel dì stesso in cielo.

PRATICA. - Recita il Veni Creator e tre A ve Maria.

GIACULATORIA - Dolce Cuor di Maria, siate la salvezza mia.

 

 

Tratto da: Brevi meditazioni per tutti i giorni dell'anno e sopra le solennità della Chiesa proposte alle anime pie (Agostino Berteu)

 

 

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