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MEDITAZIONE DEL GIORNO                                                                                                           

19° Maggio

Inter omnes mitis: MANSUETUDINE DI MARIA


1. La mansuetudine di Maria corrisponde a quella di Gesù. Veniva predetto del Redentore, che comparirebbe mansueto come agnello, tosata o percossa; non litigherebbe, non griderebbe; era il Dio della pace - e lo spirito di Gesù fu tutto pace, mansuetudine, dolcezza. Non altrimenti fu della Vergine che può ben ripetere: Imparate da me ad essere dolci. Non leggi nemmeno una parola di Lei, in tutte le circostanze della sua vita, che sappia d'agro o di amaro. Gesù e Maria amano tanto la dolcezza, ed io come la pratico? Come mi sforzo per acquistarla?


2. La mansuetudine di Maria inalterabile a tutta prova. La vita di Lei, lungi dall'essere coronata di rose, fu un tessuto di spine, di contrarietà, di tribolazioni che la coronarono Regina dei martiri. Con tutto questo in Betlemme, in Egitto, a Nazaret, sul Calvario, accanto alla Croce, nel mirare il Figlio innocente trafitto, nel vedersi vilipesa, derisa, perché non proferisce parola? Eppure non una parola di rivolta, d'ira. Donde tanta calma in Lei? - Perché è mansueta. Mettiti a paragone con Maria: che diversità! Per un nonnulla salti su mille furie. Confonditi e pregala a ottenerti la mansuetudine.

ESEMPIO. - Di S. Filippo si legge, che usava dare doppia elemosina ai poveri che lo insultavano.

PRATICA. - Oggi per amor di Maria, sopporta le contrarietà senza lamentarti.

GIACULATORIA - Dolce Cuor di Maria, siate la salvezza mia.

 

 

Tratto da: Brevi meditazioni per tutti i giorni dell'anno e sopra le solennità della Chiesa proposte alle anime pie (Agostino Berteu)

 

 

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