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MEDITAZIONE DEL GIORNO                                                                                                           

11° Luglio

DONO DELLA FORTEZZA


1. Debolezza umana. La superbia c'inorgoglisce, ci spinge a sopravalutarci, a vantarci, a preferirci agli altri; ma, realmente, non siamo noi fragili come canne, deboli come foglie in balìa del vento? La minima cosa ci abbatte, un piccolissimo microbo ci riduce in polvere, una contraddizione ci sgomenta, una leggera difficoltà ci arresta; un po' di danaro, uno sguardo, un assalto della passione, bastano per farci cadere! Quanti motivi d'umiliazione!


2. Fortezza divina. L'uomo, da se stesso, è un bambino; con Dio è un eroe che può sfidare l'Inferno. Egli, come S. Paolo, tutto può in Lui che lo conforta. Resiste a tutte le prove come gli Apostoli, nel nome del Signore. I tormenti e la morte non lo rimuovono d'un dito dal retto sentiero; le passioni vengono domate ad essere ancelle obbedienti alla volontà e a Dio. La fortezza divina aiuta 3 superare gli ostacoli, che si oppongono alla nostra salvezza. Qual bisogno senti di questa fortezza?


3. Pratica della Fortezza. Pensando che caddero tante colonne della Chiesa, come un Pietro, un Davide, un Salomone; e facendo tesoro della tua stessa esperienza, quante cadute devi piangere! Prega con istanza il Divino Spirito ad accrescerti la fortezza per l'avvenire: Salva nos. perimus: salvateci. Cerca, nelle circostanze di mostrarti vero cristiano, di praticare la virtù, senza rossore; senza rispetto umano professati vero soldato di Cristo.


PRATICA. — Vinci ogni umano rispetto, fa un'opera buona; recita sette Gloria Patri allo Spirito Santo.

 

 

Tratto da: Brevi meditazioni per tutti i giorni dell'anno e sopra le solennità della Chiesa proposte alle anime pie (Agostino Berteu)

 

 

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