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MEDITAZIONE DEL GIORNO                                                                                                           

24° Agosto

LA MORMORAZIONE


1. Sua facilità. Chi non pecca con la lingua è perfetto, dice S. Giacomo (I, 5). Ogni volta che parlai con uomini, sempre ne ritornai uomo minore, cioè meno santo, dice l’Imitazione di Cristo: chi riesce a frenare la lingua? Si mormora per odio, per vendetta, per gelosia, per superbia, per farsi ammirare, per non sapere che dire, per malintesa volontà di correggere gli altri.. quasi non si sa parlare senza mormorazione. Studia il tuo modo di fare su questo punto...


2. Sua malizia. Un triplice male racchiude la mormorazione, quasi spada a tre tagli : il primo è il peccato contro la carità a carico del mormoratore stesso, mortale o veniale, secondo la gravezza della mormorazione; il secondo è di scandalo alla persona con cui si mormora, allettata anch'essa dalle nostre parole a dire male; il terzo è di furto all'onore e alla fama della persona di cui si mormora; malizia che grida vendetta a Dio. Chi pensa a un male così grave?


3. Riparazione del mormoratore. Se ognuno molto più delle ricchezze tiene cara la sua fama, chi ruba l'onore e la fama, è in obbligo di restituzione molto più del ladro comune. Ci pensi il mormoratore; né la Chiesa, né i Sacramenti ti dispensano, solo l'impossibilità te ne rende esente. Si ripara con la ritrattazione, con il divulgare le virtù della persona di cui si è mormorato, con il pregare per lei. Non hai tu nulla da riparare per le tue mormorazioni?


PRATICA. — Non mormorare mai; non assecondare i mormoratori.

 

 

Tratto da: Brevi meditazioni per tutti i giorni dell'anno e sopra le solennità della Chiesa proposte alle anime pie (Agostino Berteu)

 

 

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