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MEDITAZIONE DEL GIORNO                                                                                                           

10° Settembre

SULLA PAROLA “ PADRE ”


1. Dio e Padre di tutti. Ogni persona, anche solo perché uscita dalle mani di Dio, con l'immagine di Dio scolpita sulla fronte, nell'anima e nel cuore, protetta, provveduta e nutrita ogni dì, ogni momento, con amore paterno, deve chiamare Iddio, Padre. Ma, nell'ordine della Grazia, noi Cristiani, figli adottivi o di predilezione, riconosciamo Iddio doppiamente Padre nostro, anche perché sacrificò per noi il Figlio Suo, ci perdona, ci ama, ci vuoi salvi e beati con Sé.


2. Dolcezza di questo Nome. Non ti rammenta in un baleno quanto v'ha di più tenero, di più soave, di più toccante al cuore? Non ti ricorda in compendio un numero immenso di benefizi? Padre, dice il povero, e rammenta la provvidenza di Dio; Padre, dice l'orfano, e sente che non è solo; Padre, invoca l'infermo, e la speranza lo rinfranca; Padre, dice ogni
sventurato, e in Dio vede il Giusto che lo premierà un giorno. O Padre mio, quante volte t'ho offeso!


3. Debiti verso Dio Padre. Il cuore dell'uomo abbisogna d'un Dio che s'abbassi sino a lui, pigli parte alle sue gioie e ai suoi dolori, che Io ami... Il nome di Padre che ci mette in bocca il nostro Dio ci è pegno che egli è veramente tale per noi. Ma su noi, figli di Dio, pesano vari debiti ricordatici dalla parola Padre, dovere cioè d'amarlo, d'onorarlo, d'obbedirlo, d'imitarlo, di sottometterci a Lui m tutto. Rammentalo.


PRATICA. — Sarai tu con Dio un figlio prodigo? Recita tre Pater al Cuor di Gesù per non divenirlo.

 

 

Tratto da: Brevi meditazioni per tutti i giorni dell'anno e sopra le solennità della Chiesa proposte alle anime pie (Agostino Berteu)

 

 

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