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28 APRILE

 

SANTA GIANNA BERETTA MOLLA

 

 

Vita di Santa Gianna Beretta Molla (clicca)

 

NOVENA a S. GIANNA BERETTA MOLLA

(clicca)

 

 

PREGHIERA

Dio, che ci sei Padre,
ti diamo lode e ti benediciamo
perché in santa Gianna Beretta Molla 
ci hai donato e fatto conoscere
una donna testimone del Vangelo
come giovane, sposa, madre e medico.
Ti ringraziamo perché, 
anche attraverso il dono della sua vita,
ci fai imparare ad accogliere e onorare ogni creatura umana.

 

Tu, Signore Gesù, 
sei stato per lei riferimento privilegiato.
Ti ha saputo riconoscere
nella bellezza della natura.
Mentre si interrogava sulla sua scelta di vita,
andava alla ricerca di te e del modo migliore per servirti.
Attraverso l’amore coniugale, si è fatta segno
del tuo amore per la Chiesa e per l’umanità.
Come te, buon samaritano, si è fermata
accanto a ogni persona malata, piccola e debole.
Sul tuo esempio e per amore,
ha donato tutta se stessa, generando nuova vita.

 

Spirito Santo, fonte di ogni perfezione,
dona anche a noi sapienza, intelligenza e coraggio perché,
sull’esempio di santa Gianna e per sua intercessione,
nella vita personale, familiare, professionale,
sappiamo metterci al servizio di ogni uomo e donna
e crescere così nell’amore e nella santità.
Amen.

 

Preghiera dagli Scritti di Gianna Beretta Molla

(16 febbraio 1946)

 

Gesù, eccomi qui.
Gesù, entra, rimani sempre con me.
Ho tanto bisogno che tu mi illumini,
che mi faccia diventare migliore.
Dammi la tua grazia,
infiammami del tuo Amore.

 

In un momento di sofferenza, alla sorella suor Virginia

 

«Si vorrebbe sempre star bene, fuggire il dolore, godere ... 

Per la salvezza delle anime non basta la preghiera, la parola, occorre unire qualcosa di nostro, qualche goccia del nostro sangue, un poi di noi stessi. 

Gesù sia il nostro modello. 

Portare con gioia ogni giorno la croce che Gesù ci manda, con gioia».

 

Appunti per conferenze alle giovani di A.C. di Magenta

(11 novembre 1946)

 

«Il Signore desidera vederci accanto a Lui per comunicarci, nel segreto della preghiera, il segreto della conversione delle anime che avviciniamo ... Non ci dovrebbe essere nessuna giornata nella vita di un apostolo che non comprenda un tempo determinato per un po' di raccoglimento ai piedi di Dio. ... Sì, lavorare, sacrificarsi, non per trarne reputazione ma solo per la gloria di Dio. Seminare, gettare il nostro piccolo seme senza mai stancarci. Non fermiamoci troppo a considerare quello che ci sarà. E se dopo aver lavorato nel miglior modo possibile, ne deriva un insuccesso, accettiamolo generosamente; un insuccesso accettato bene da un apostolo, che aveva spiegato tutti i mezzi per riuscire, è più benefico di salvezza che un trionfo».

 

Bellezza della nostra missione

(dai Manoscritti, anni 1950-1953)

 

«Tutti nel mondo lavoriamo in qualche modo a servizio degli uomini. Noi medici direttamente lavoriamo sull'uomo. Il nostro oggetto di scienza e di lavoro è l'uomo che dinanzi a noi ci dice di se stesso: "aiutami" e aspetta da noi la pienezza della sua esistenza. Gesù ci direbbe: chi è l'uomo. Non è solo corpo - in quel corpo c'è un pensiero - una volontà, che è capace di andare incontro alla sofferenza, altro no. C'è nel corpo uno spirito e come tale immortale. ... Cosa vi direbbe Gesù? Dovete mettere ogni cura su questo corpo. Dio ha così innestato il divino nell'umano che tutto ciò che facciamo assume maggiore valore. Oggi c'è purtroppo superficialità anche nel nostro lavoro. […] Fare del bene: noi abbiamo delle occasioni che il sacerdote non ha. La nostra missione non è finita quando le medicine non servono più. C'è l'anima da portare a Dio e la vostra parola avrebbe autorità. […] Il grande mistero dell'uomo: c'è Gesù. Ci visita il malato, aiuta "me". Come il sacerdote può toccare Gesù, così noi medici tocchiamo Gesù nel corpo dei nostri ammalati: poveri, giovani, vecchi, bambini. Che Gesù si faccia vedere in mezzo a noi».

 

Dalla Lettere al fidanzato, Pietro Molla

 

Carissimo Pietro, vorrei proprio farti felice ed essere quella che tu desideri: buona, comprensiva e pronta ai sacrifici che la vita ci chiederà. Non ti ho ancora detto che sono sempre stata una creatura avida di affetto e molto sensibile. Finché ho avuto i genitori, mi bastava il loro affetto; poi, pur rimanendo molto unita al Signore e lavorando per Lui, ho sentito il bisogno di una madre e la trovai in quella cara suora di cui ieri ti parlai. Ora ci sei tu a cui già voglio bene ed intendo donarmi per formare una famiglia veramente cristiana. 

(21 febbraio 1955)

 

«Il Signore proprio mi ha voluto bene. Tu sei l'uomo che desideravo incontrare, ma non ti nego che più volte mi chiedo: "sarò io degna di lui?" Sì, di te, Pietro, perché mi sento proprio un nulla ... E allora prego così il Signore: "Signore, tu che vedi i miei sentimenti e la mia buona volontà, rimediaci tu ed aiutami... »

 (11 marzo 1955).

 

«Credi, non ho mai gustato tanto la santa messa e la santa comunione come in questi giorni. […] Ti amo tanto, Pietro, e mi sei sempre presente, cominciando dal mattino quando, durante la santa messa, all'offertorio, offro, con il mio, il tuo lavoro, le tue gioie, le tue sofferenze, e poi durante tutta la giornata fino alla sera» 

(10 giugno 1955).

 

È vero, ci saranno anche dei dolori ma, se ci vorremo sempre bene come ce ne vogliamo ora, con l'aiuto di Dio sapremo insieme sopportarli. Ti pare? Ora però godiamo della gioia di amarci, perché a me hanno sempre insegnato che il segreto della felicità è di vivere momento per momento, e di ringraziare il Signore di tutto ciò che Egli nella bontà ci manda giorno per giorno. Perciò in alto i cuori e viviamo felici! (luglio 1955)

 

Quando penso al nostro grande amore reciproco, non faccio che ringraziare il Signore. È proprio vero che l'amore è il sentimento più bello che il Signore ha posto nell'animo degli uomini. E noi ci vorremo sempre bene - come ora, Pietro. Pietro, vorrei poterti dire tutto ciò che sento e ho nel cuore, ma non sono capace, e tu che ormai bene conosci i miei sentimenti, sappimi leggere ugualmente. Pietro carissimo, sono certa che mi renderai sempre felice come lo sono ora e che il Signore esaudirà le tue preghiere, perché chieste da un cuore che Lo ha sempre amato e servito santamente... Così con l'aiuto e la benedizione di Dio faremo di tutto perché la nostra nuova famiglia abbia ad essere un piccolo cenacolo, ove Gesù regni sopra tutti i nostri affetti, desideri ed azioni. Pietro mio, mancano pochi giorni e mi sento tanto commossa ad accostarmi a ricevere il Sacramento dell'Amore. Diventiamo collaboratori di Dio nella creazione, possiamo così dare a Lui dei figli che Lo amino e Lo servano. Pietro, sarò capace di essere la sposa e la mamma che tu hai sempre desiderato? Lo voglio proprio, perché tu lo meriti e perché ti voglio tanto bene 

(4 settembre 1955)

 

Dalle memorie della sorella sulle ultime ore di Gianna

 

«Quando rientrò in casa udì la voce dei bambini e, da una lacrima, si comprese che aveva capito di essere a casa. Allontanammo subito i bambini. So che Madre Virginia prima di partire le chiese: "Sei contenta di andare in Paradiso?". Ripeté: "Gesù Ti amo" ... La sua giaculatoria: "Gesù, Ti amo" fu ripetuta baciando il crocifisso, fino a quando fu nei sensi».

 

Da una conferenza alle ragazze di Azione Cattolica 

Le caratteristiche dell'apostolo (passim)

 

Occorre incarnarsi sull'esempio di Gesù, che vuol dire: rendere la verità visibile nella propria persona, rendere la verità amabile, offrendo in se stessi un esempio attraente e, se possibile, eroico. Vuol dire imitare Gesù, che nacque povero, visse povero e morì povero. Vuol dire manifestare attraverso la nostra umanità Gesù Cristo e la bellezza della vita secondo il Vangelo. Vuol dire mettere in conto il soffrire: Gesù passus est. Le anime si acquistano con l'esempio, con la parola, ma soprattutto col sacrificio. Le anime tiepide il Signore le detesta. La semigenerosità il Signore non l'amava.

 

Il suo segreto 

(dai Manoscritti, anni 1946-1949)

 

«Le vie del Signore sono tutte belle, 
purché il fine sia sempre quello: salvare la nostra anima, 
e riuscire a portare tante altre anime sante in paradiso, per dare gloria a Dio».
«Sorridere a Dio, da cui ci viene ogni dono.
Sorridere ai genitori, fratelli, sorelle, 
perché dobbiamo essere fiaccole di gioia,
anche quando ci impongono doveri che vanno contro la nostra superbia.
Sorridere sempre, perdonando le offese.
Sorridere in società, bandendo ogni critica e mormorazione.
Sorridere a tutti quelli che il Signore ci manda durante la giornata. 
Il mondo cerca la gioia ma non la trova, perché lontano da Dio. 
Noi, che abbiamo compreso che la gioia viene da Gesù, 
con Gesù nel cuore portiamo la gioia.
Egli sarà la forza che ci aiuta».

 

AGLI UOMINI E ALLE DONNE DI OGGI

 

«Le vie del Signore sono tutte belle, purché il fine sia sempre quello: salvare la nostra
anima, e riuscire a portare tante altre anime sante in paradiso, per dare gloria a Dio».
«Sorridere a Dio, da cui ci viene ogni dono. Sorridere ai genitori, fratelli, sorelle, perché dobbiamo essere fiaccole di gioia, anche quando ci impongono doveri che vanno contro la nostra superbia. Sorridere sempre, perdonando le offese. Sorridere in società, bandendo ogni critica e mormorazione. Sorridere a tutti quelli che il Signore ci manda durante la giornata. Il mondo cerca la gioia ma non la trova, perché lontano da Dio. Noi, che abbiamo compreso che la gioia viene da Gesù, con Gesù nel cuore portiamo la gioia. Egli sarà la forza che ci aiuta».
(dai Manoscritti, anni 1946-1949)

 

 

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