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MEDITAZIONE DEL MESE                                                                                                           

22° Ottobre

LA VANAGLORIA


1. Frequenza della vanagloria. Considera quante volte mostri la vanità nelle tue parole, nel vantarti di quel poco che fai o sai, nel gloriarti per un'ombra di bene! Quante volte gongoli di gioia per un elogio, per una misera lode! Quante volte operi con il fine d'esser veduto, stimato, preferito agli altri! Quante volte con il Fariseo ti preferisci al peccatore, a chi erra... Non sai che la vanagloria è superbia e dispiace a Dio?


2. Ingiustizia della vanagloria. “ Che cosa c'è in te che non abbia ricevuto? dice S. Paolo; e come gloriarti di ciò che non è tuo? ”. Tu rideresti se vedessi un pazzo che si pavoneggiasse perché vestito da re...E non sei tu insensato e stolto che ti vanti e t'inorgoglisci per un po' d'ingegno, per un po’ d'abilità? Tutto ciò è dono di Dio; dunque, la gloria è dovuta a Lui, e tu ingiusto gliela rubi? Se non puoi dire, con merito, nemmeno : Gesù, senza l'aiuto suo, come osi vantarti di ciò che non è tuo?


3. Danni della vanagloria. Fa pure le cose per essere veduto; prega, sii largo nelle elemosine, opera il bene per avere stima presso gli uomini! Forse l'otterrai; ma Gesù ti dice: Hai ottenuto la tua mercede: non attenderla più in Paradiso. Tarlo funesto della virtù, la vanagloria ruba, in tutto o in parte, il merito delle nostre azioni, guasta le opere più belle e più sante, e rende nullo, e magari anche peccaminoso, dinanzi a Dio, quanto agli occhi degli uomini ci procura maggiore stima. Impara a detestare la vanagloria.


PRATICA. Ripeti durante il giorno: Tutto per voi, mio Dio.

 

 

Tratto da: Brevi meditazioni per tutti i giorni dell'anno e sopra le solennità della Chiesa proposte alle anime pie (Agostino Berteu)

 

 

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