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NOVENA

A SANT'ALESSANDRO DI BERGAMO

(Inizio: 17 Agosto - Festa: 26 Agosto)

 

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INDICE di tutte le NOVENE

 

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PRIMO GIORNO

. Febbr

 

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

O Dio, vieni a salvarmi. Signore vieni presto in mio aiuto.

 

I. Fu pur grande la vostra fede, o glorioso S. Alessandro, allorquando, sebbene elevato al rango di primo fra i capitani della legione Tebea ed ammirato ed amato anche dagli stessi Gentili, vi dichiaraste disposto a soffrire qualunque privazione e qualunque tormento anziché aderire ai comandi dello spietato Massimiano che voleva rendervi adoratore di falsi dei. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di vivere sempre cristianamente anche fra la gente non santa, e d'essere sempre disposti a tollerare qualunque male, anziché mancare al dovere di soldati fedeli di Gesù Cristo. 

 

Gloria al Padre.

 

II. Fu pur mirabile il vostro zelo, o glorioso S. Alessandro, allorquando, sfuggito per divino volere alla decimazione ed alla strage di tutta la vostra legione e rinchiuso per ordine del tiranno nel carcere Zebedeo in Milano, insieme ai vostri compagni Cassio, Severino, Secondo e Lucino, con la generosità della vostra sofferenza, e con la soavità dei vostri discorsi sapeste guadagnare alla fede il carceriere Silano e i suoi amici Xanto e Carpoforo, e quindi, obbediente alle indicazioni del zelantissimo vescovo S. Materno, sapeste togliervi dalle mani dei vostri persecutori per portare ad altre terre la cognizione dell'evangelica fede. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di soffrire sempre con rassegnazione qualunque terrena disavventura, e di adoperarci sempre nel miglior modo per la salute dei nostri fratelli.

 

Gloria al Padre .

 

III. Fu pur grande il potere dei miracoli a voi accordato, o glorioso S. Alessandro, allorquando incontrando un defunto che veniva portato alla tomba, lo richiamaste con breve preghiera a nuova vita; minacciato dell'estremo supplizio se non vi piegavate ai comandi di Massimiano, che giunse ad avervi nuovamente fra le sue mani, rovesciaste d'un colpo l'infame altare a cui veniste condotto per gli idolatrici sacrifici, poi condannato definitivamente alla morte, vedeste irrigidite le braccia del littore Marziano che s'accingeva a staccarvi il capo dal busto, finalmente, sottratto di nuovo al carcere dei vostri persecutori, e incamminandovi alle terre d'Orobia per rendervi sempre più gloriosa la vostra fede, traghettaste a piedi asciutti quell'Adda che si opponeva al vostro passaggio. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di non diffidare mai della protezione di Dio, e di mettere anzi nella sua provvidenza tutta la nostra fiducia in qualsiasi bisogno della nostra vita. 

 

Gloria al Padre .

 

IV. Fu pur grande la vostra costanza, o glorioso S. Alessandro, allorquando, raggiunto di nuovo dagli uomini dell’empio Massimiano, legato, ingiuriato, percosso e trascinato barbaramente all'altare di una falsa deità per obbligarvi a sacrileghi sacrifici nell'atto che riconoscente e devota tutta la bergomense cristianità vi venerava e vi amava come un angelo dal cielo spedito alla sua particolare santificazione, riceveste con tanta intrepidezza l'estremo colpo da riguardarlo come dono particolare, e ringraziarne pubblicamente il Signore; deh! impetrate a noi tutti la grazia di non sgomentarci mai fra le terrene persecuzioni, e di perseverare anche a costo di qualsivoglia tormento nel santo divino servizio. 

 

Gloria al Padre .

 

V. Fu pur singolare la vostra sorte, o glorioso Sant'Alessandro, poichè, non appena spargeste il sangue per la confessione della fede, la vostra discepola S. Grata ebbe fortuna e gloria di poter raccogliere il vostro capo e personalmente portarlo avvolto in drappo prezioso nella sua signorile casa, e quindi, unito al vostro corpo, di depositarlo nel ricco sepolcro per lei medesima preparato e così mostrare con il proprio esempio l'onore speciale a voi dovuto non solo per le tante virtù praticate in tempo di vita, ma ancora per i tanti miracoli da voi operati dopo la morte, e dei quali fanno ancora luminosa testimonianza i tanti magnifici templi innalzati a vostro onore. Deh! per tanti meriti che voi adunaste presso Dio, e per la riconoscenza che vi professarono costantemente tutti quanti i veri fedeli, ottenete a noi tutti la grazia d'onorare sempre come si meritano i giusti di questa terra, siccome Santi del Paradiso, al fine di essere un giorno partecipi dei loro meriti e delle loro eterne ricompense. 

 

Gloria al Padre .

 

Prega per me, Sant'Alessandro, e ottienimi dalla Misericordia Divina

la grazia di cui ho tanto bisogno (esporre). 

 

(Questa preghiera si ripete per nove giorni di seguito - alcune parole ed espressioni sono state modernizzate)

 

 

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SECONDO GIORNO

.

 

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

O Dio, vieni a salvarmi. Signore vieni presto in mio aiuto.

 

I. Fu pur grande la vostra fede, o glorioso S. Alessandro, allorquando, sebbene elevato al rango di primo fra i capitani della legione Tebea ed ammirato ed amato anche dagli stessi Gentili, vi dichiaraste disposto a soffrire qualunque privazione e qualunque tormento anziché aderire ai comandi dello spietato Massimiano che voleva rendervi adoratore di falsi dei. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di vivere sempre cristianamente anche fra la gente non santa, e d'essere sempre disposti a tollerare qualunque male, anziché mancare al dovere di soldati fedeli di Gesù Cristo. 

 

Gloria al Padre.

 

II. Fu pur mirabile il vostro zelo, o glorioso S. Alessandro, allorquando, sfuggito per divino volere alla decimazione ed alla strage di tutta la vostra legione e rinchiuso per ordine del tiranno nel carcere Zebedeo in Milano, insieme ai vostri compagni Cassio, Severino, Secondo e Lucino, con la generosità della vostra sofferenza, e con la soavità dei vostri discorsi sapeste guadagnare alla fede il carceriere Silano e i suoi amici Xanto e Carpoforo, e quindi, obbediente alle indicazioni del zelantissimo vescovo S. Materno, sapeste togliervi dalle mani dei vostri persecutori per portare ad altre terre la cognizione dell'evangelica fede. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di soffrire sempre con rassegnazione qualunque terrena disavventura, e di adoperarci sempre nel miglior modo per la salute dei nostri fratelli.

 

Gloria al Padre .

 

III. Fu pur grande il potere dei miracoli a voi accordato, o glorioso S. Alessandro, allorquando incontrando un defunto che veniva portato alla tomba, lo richiamaste con breve preghiera a nuova vita; minacciato dell'estremo supplizio se non vi piegavate ai comandi di Massimiano, che giunse ad avervi nuovamente fra le sue mani, rovesciaste d'un colpo l'infame altare a cui veniste condotto per gli idolatrici sacrifici, poi condannato definitivamente alla morte, vedeste irrigidite le braccia del littore Marziano che s'accingeva a staccarvi il capo dal busto, finalmente, sottratto di nuovo al carcere dei vostri persecutori, e incamminandovi alle terre d'Orobia per rendervi sempre più gloriosa la vostra fede, traghettaste a piedi asciutti quell'Adda che si opponeva al vostro passaggio. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di non diffidare mai della protezione di Dio, e di mettere anzi nella sua provvidenza tutta la nostra fiducia in qualsiasi bisogno della nostra vita. 

 

Gloria al Padre .

 

IV. Fu pur grande la vostra costanza, o glorioso S. Alessandro, allorquando, raggiunto di nuovo dagli uomini dell’empio Massimiano, legato, ingiuriato, percosso e trascinato barbaramente all'altare di una falsa deità per obbligarvi a sacrileghi sacrifici nell'atto che riconoscente e devota tutta la bergomense cristianità vi venerava e vi amava come un angelo dal cielo spedito alla sua particolare santificazione, riceveste con tanta intrepidezza l'estremo colpo da riguardarlo come dono particolare, e ringraziarne pubblicamente il Signore; deh! impetrate a noi tutti la grazia di non sgomentarci mai fra le terrene persecuzioni, e di perseverare anche a costo di qualsivoglia tormento nel santo divino servizio. 

 

Gloria al Padre .

 

V. Fu pur singolare la vostra sorte, o glorioso Sant'Alessandro, poichè, non appena spargeste il sangue per la confessione della fede, la vostra discepola S. Grata ebbe fortuna e gloria di poter raccogliere il vostro capo e personalmente portarlo avvolto in drappo prezioso nella sua signorile casa, e quindi, unito al vostro corpo, di depositarlo nel ricco sepolcro per lei medesima preparato e così mostrare con il proprio esempio l'onore speciale a voi dovuto non solo per le tante virtù praticate in tempo di vita, ma ancora per i tanti miracoli da voi operati dopo la morte, e dei quali fanno ancora luminosa testimonianza i tanti magnifici templi innalzati a vostro onore. Deh! per tanti meriti che voi adunaste presso Dio, e per la riconoscenza che vi professarono costantemente tutti quanti i veri fedeli, ottenete a noi tutti la grazia d'onorare sempre come si meritano i giusti di questa terra, siccome Santi del Paradiso, al fine di essere un giorno partecipi dei loro meriti e delle loro eterne ricompense. 

 

Gloria al Padre .

 

Prega per me, Sant'Alessandro, e ottienimi dalla Misericordia Divina

la grazia di cui ho tanto bisogno (esporre). 

 

 

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TERZO GIORNO

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Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

O Dio, vieni a salvarmi. Signore vieni presto in mio aiuto.

 

I. Fu pur grande la vostra fede, o glorioso S. Alessandro, allorquando, sebbene elevato al rango di primo fra i capitani della legione Tebea ed ammirato ed amato anche dagli stessi Gentili, vi dichiaraste disposto a soffrire qualunque privazione e qualunque tormento anziché aderire ai comandi dello spietato Massimiano che voleva rendervi adoratore di falsi dei. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di vivere sempre cristianamente anche fra la gente non santa, e d'essere sempre disposti a tollerare qualunque male, anziché mancare al dovere di soldati fedeli di Gesù Cristo. 

 

Gloria al Padre.

 

II. Fu pur mirabile il vostro zelo, o glorioso S. Alessandro, allorquando, sfuggito per divino volere alla decimazione ed alla strage di tutta la vostra legione e rinchiuso per ordine del tiranno nel carcere Zebedeo in Milano, insieme ai vostri compagni Cassio, Severino, Secondo e Lucino, con la generosità della vostra sofferenza, e con la soavità dei vostri discorsi sapeste guadagnare alla fede il carceriere Silano e i suoi amici Xanto e Carpoforo, e quindi, obbediente alle indicazioni del zelantissimo vescovo S. Materno, sapeste togliervi dalle mani dei vostri persecutori per portare ad altre terre la cognizione dell'evangelica fede. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di soffrire sempre con rassegnazione qualunque terrena disavventura, e di adoperarci sempre nel miglior modo per la salute dei nostri fratelli.

 

Gloria al Padre .

 

III. Fu pur grande il potere dei miracoli a voi accordato, o glorioso S. Alessandro, allorquando incontrando un defunto che veniva portato alla tomba, lo richiamaste con breve preghiera a nuova vita; minacciato dell'estremo supplizio se non vi piegavate ai comandi di Massimiano, che giunse ad avervi nuovamente fra le sue mani, rovesciaste d'un colpo l'infame altare a cui veniste condotto per gli idolatrici sacrifici, poi condannato definitivamente alla morte, vedeste irrigidite le braccia del littore Marziano che s'accingeva a staccarvi il capo dal busto, finalmente, sottratto di nuovo al carcere dei vostri persecutori, e incamminandovi alle terre d'Orobia per rendervi sempre più gloriosa la vostra fede, traghettaste a piedi asciutti quell'Adda che si opponeva al vostro passaggio. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di non diffidare mai della protezione di Dio, e di mettere anzi nella sua provvidenza tutta la nostra fiducia in qualsiasi bisogno della nostra vita. 

 

Gloria al Padre .

 

IV. Fu pur grande la vostra costanza, o glorioso S. Alessandro, allorquando, raggiunto di nuovo dagli uomini dell’empio Massimiano, legato, ingiuriato, percosso e trascinato barbaramente all'altare di una falsa deità per obbligarvi a sacrileghi sacrifici nell'atto che riconoscente e devota tutta la bergomense cristianità vi venerava e vi amava come un angelo dal cielo spedito alla sua particolare santificazione, riceveste con tanta intrepidezza l'estremo colpo da riguardarlo come dono particolare, e ringraziarne pubblicamente il Signore; deh! impetrate a noi tutti la grazia di non sgomentarci mai fra le terrene persecuzioni, e di perseverare anche a costo di qualsivoglia tormento nel santo divino servizio. 

 

Gloria al Padre .

 

V. Fu pur singolare la vostra sorte, o glorioso Sant'Alessandro, poichè, non appena spargeste il sangue per la confessione della fede, la vostra discepola S. Grata ebbe fortuna e gloria di poter raccogliere il vostro capo e personalmente portarlo avvolto in drappo prezioso nella sua signorile casa, e quindi, unito al vostro corpo, di depositarlo nel ricco sepolcro per lei medesima preparato e così mostrare con il proprio esempio l'onore speciale a voi dovuto non solo per le tante virtù praticate in tempo di vita, ma ancora per i tanti miracoli da voi operati dopo la morte, e dei quali fanno ancora luminosa testimonianza i tanti magnifici templi innalzati a vostro onore. Deh! per tanti meriti che voi adunaste presso Dio, e per la riconoscenza che vi professarono costantemente tutti quanti i veri fedeli, ottenete a noi tutti la grazia d'onorare sempre come si meritano i giusti di questa terra, siccome Santi del Paradiso, al fine di essere un giorno partecipi dei loro meriti e delle loro eterne ricompense. 

 

Gloria al Padre .

 

Prega per me, Sant'Alessandro, e ottienimi dalla Misericordia Divina

la grazia di cui ho tanto bisogno (esporre). 

 

 

 

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QUARTO GIORNO

 

 

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

O Dio, vieni a salvarmi. Signore vieni presto in mio aiuto.

 

I. Fu pur grande la vostra fede, o glorioso S. Alessandro, allorquando, sebbene elevato al rango di primo fra i capitani della legione Tebea ed ammirato ed amato anche dagli stessi Gentili, vi dichiaraste disposto a soffrire qualunque privazione e qualunque tormento anziché aderire ai comandi dello spietato Massimiano che voleva rendervi adoratore di falsi dei. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di vivere sempre cristianamente anche fra la gente non santa, e d'essere sempre disposti a tollerare qualunque male, anziché mancare al dovere di soldati fedeli di Gesù Cristo. 

 

Gloria al Padre.

 

II. Fu pur mirabile il vostro zelo, o glorioso S. Alessandro, allorquando, sfuggito per divino volere alla decimazione ed alla strage di tutta la vostra legione e rinchiuso per ordine del tiranno nel carcere Zebedeo in Milano, insieme ai vostri compagni Cassio, Severino, Secondo e Lucino, con la generosità della vostra sofferenza, e con la soavità dei vostri discorsi sapeste guadagnare alla fede il carceriere Silano e i suoi amici Xanto e Carpoforo, e quindi, obbediente alle indicazioni del zelantissimo vescovo S. Materno, sapeste togliervi dalle mani dei vostri persecutori per portare ad altre terre la cognizione dell'evangelica fede. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di soffrire sempre con rassegnazione qualunque terrena disavventura, e di adoperarci sempre nel miglior modo per la salute dei nostri fratelli.

 

Gloria al Padre .

 

III. Fu pur grande il potere dei miracoli a voi accordato, o glorioso S. Alessandro, allorquando incontrando un defunto che veniva portato alla tomba, lo richiamaste con breve preghiera a nuova vita; minacciato dell'estremo supplizio se non vi piegavate ai comandi di Massimiano, che giunse ad avervi nuovamente fra le sue mani, rovesciaste d'un colpo l'infame altare a cui veniste condotto per gli idolatrici sacrifici, poi condannato definitivamente alla morte, vedeste irrigidite le braccia del littore Marziano che s'accingeva a staccarvi il capo dal busto, finalmente, sottratto di nuovo al carcere dei vostri persecutori, e incamminandovi alle terre d'Orobia per rendervi sempre più gloriosa la vostra fede, traghettaste a piedi asciutti quell'Adda che si opponeva al vostro passaggio. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di non diffidare mai della protezione di Dio, e di mettere anzi nella sua provvidenza tutta la nostra fiducia in qualsiasi bisogno della nostra vita. 

 

Gloria al Padre .

 

IV. Fu pur grande la vostra costanza, o glorioso S. Alessandro, allorquando, raggiunto di nuovo dagli uomini dell’empio Massimiano, legato, ingiuriato, percosso e trascinato barbaramente all'altare di una falsa deità per obbligarvi a sacrileghi sacrifici nell'atto che riconoscente e devota tutta la bergomense cristianità vi venerava e vi amava come un angelo dal cielo spedito alla sua particolare santificazione, riceveste con tanta intrepidezza l'estremo colpo da riguardarlo come dono particolare, e ringraziarne pubblicamente il Signore; deh! impetrate a noi tutti la grazia di non sgomentarci mai fra le terrene persecuzioni, e di perseverare anche a costo di qualsivoglia tormento nel santo divino servizio. 

 

Gloria al Padre .

 

V. Fu pur singolare la vostra sorte, o glorioso Sant'Alessandro, poichè, non appena spargeste il sangue per la confessione della fede, la vostra discepola S. Grata ebbe fortuna e gloria di poter raccogliere il vostro capo e personalmente portarlo avvolto in drappo prezioso nella sua signorile casa, e quindi, unito al vostro corpo, di depositarlo nel ricco sepolcro per lei medesima preparato e così mostrare con il proprio esempio l'onore speciale a voi dovuto non solo per le tante virtù praticate in tempo di vita, ma ancora per i tanti miracoli da voi operati dopo la morte, e dei quali fanno ancora luminosa testimonianza i tanti magnifici templi innalzati a vostro onore. Deh! per tanti meriti che voi adunaste presso Dio, e per la riconoscenza che vi professarono costantemente tutti quanti i veri fedeli, ottenete a noi tutti la grazia d'onorare sempre come si meritano i giusti di questa terra, siccome Santi del Paradiso, al fine di essere un giorno partecipi dei loro meriti e delle loro eterne ricompense. 

 

Gloria al Padre .

 

Prega per me, Sant'Alessandro, e ottienimi dalla Misericordia Divina

la grazia di cui ho tanto bisogno (esporre). 

 

 

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QUINTO GIORNO

.

 

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

O Dio, vieni a salvarmi. Signore vieni presto in mio aiuto.

 

I. Fu pur grande la vostra fede, o glorioso S. Alessandro, allorquando, sebbene elevato al rango di primo fra i capitani della legione Tebea ed ammirato ed amato anche dagli stessi Gentili, vi dichiaraste disposto a soffrire qualunque privazione e qualunque tormento anziché aderire ai comandi dello spietato Massimiano che voleva rendervi adoratore di falsi dei. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di vivere sempre cristianamente anche fra la gente non santa, e d'essere sempre disposti a tollerare qualunque male, anziché mancare al dovere di soldati fedeli di Gesù Cristo. 

 

Gloria al Padre.

 

II. Fu pur mirabile il vostro zelo, o glorioso S. Alessandro, allorquando, sfuggito per divino volere alla decimazione ed alla strage di tutta la vostra legione e rinchiuso per ordine del tiranno nel carcere Zebedeo in Milano, insieme ai vostri compagni Cassio, Severino, Secondo e Lucino, con la generosità della vostra sofferenza, e con la soavità dei vostri discorsi sapeste guadagnare alla fede il carceriere Silano e i suoi amici Xanto e Carpoforo, e quindi, obbediente alle indicazioni del zelantissimo vescovo S. Materno, sapeste togliervi dalle mani dei vostri persecutori per portare ad altre terre la cognizione dell'evangelica fede. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di soffrire sempre con rassegnazione qualunque terrena disavventura, e di adoperarci sempre nel miglior modo per la salute dei nostri fratelli.

 

Gloria al Padre .

 

III. Fu pur grande il potere dei miracoli a voi accordato, o glorioso S. Alessandro, allorquando incontrando un defunto che veniva portato alla tomba, lo richiamaste con breve preghiera a nuova vita; minacciato dell'estremo supplizio se non vi piegavate ai comandi di Massimiano, che giunse ad avervi nuovamente fra le sue mani, rovesciaste d'un colpo l'infame altare a cui veniste condotto per gli idolatrici sacrifici, poi condannato definitivamente alla morte, vedeste irrigidite le braccia del littore Marziano che s'accingeva a staccarvi il capo dal busto, finalmente, sottratto di nuovo al carcere dei vostri persecutori, e incamminandovi alle terre d'Orobia per rendervi sempre più gloriosa la vostra fede, traghettaste a piedi asciutti quell'Adda che si opponeva al vostro passaggio. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di non diffidare mai della protezione di Dio, e di mettere anzi nella sua provvidenza tutta la nostra fiducia in qualsiasi bisogno della nostra vita. 

 

Gloria al Padre .

 

IV. Fu pur grande la vostra costanza, o glorioso S. Alessandro, allorquando, raggiunto di nuovo dagli uomini dell’empio Massimiano, legato, ingiuriato, percosso e trascinato barbaramente all'altare di una falsa deità per obbligarvi a sacrileghi sacrifici nell'atto che riconoscente e devota tutta la bergomense cristianità vi venerava e vi amava come un angelo dal cielo spedito alla sua particolare santificazione, riceveste con tanta intrepidezza l'estremo colpo da riguardarlo come dono particolare, e ringraziarne pubblicamente il Signore; deh! impetrate a noi tutti la grazia di non sgomentarci mai fra le terrene persecuzioni, e di perseverare anche a costo di qualsivoglia tormento nel santo divino servizio. 

 

Gloria al Padre .

 

V. Fu pur singolare la vostra sorte, o glorioso Sant'Alessandro, poichè, non appena spargeste il sangue per la confessione della fede, la vostra discepola S. Grata ebbe fortuna e gloria di poter raccogliere il vostro capo e personalmente portarlo avvolto in drappo prezioso nella sua signorile casa, e quindi, unito al vostro corpo, di depositarlo nel ricco sepolcro per lei medesima preparato e così mostrare con il proprio esempio l'onore speciale a voi dovuto non solo per le tante virtù praticate in tempo di vita, ma ancora per i tanti miracoli da voi operati dopo la morte, e dei quali fanno ancora luminosa testimonianza i tanti magnifici templi innalzati a vostro onore. Deh! per tanti meriti che voi adunaste presso Dio, e per la riconoscenza che vi professarono costantemente tutti quanti i veri fedeli, ottenete a noi tutti la grazia d'onorare sempre come si meritano i giusti di questa terra, siccome Santi del Paradiso, al fine di essere un giorno partecipi dei loro meriti e delle loro eterne ricompense. 

 

Gloria al Padre .

 

Prega per me, Sant'Alessandro, e ottienimi dalla Misericordia Divina

la grazia di cui ho tanto bisogno (esporre). 

 

 

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SESTO GIORNO

 

 

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

O Dio, vieni a salvarmi. Signore vieni presto in mio aiuto.

 

I. Fu pur grande la vostra fede, o glorioso S. Alessandro, allorquando, sebbene elevato al rango di primo fra i capitani della legione Tebea ed ammirato ed amato anche dagli stessi Gentili, vi dichiaraste disposto a soffrire qualunque privazione e qualunque tormento anziché aderire ai comandi dello spietato Massimiano che voleva rendervi adoratore di falsi dei. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di vivere sempre cristianamente anche fra la gente non santa, e d'essere sempre disposti a tollerare qualunque male, anziché mancare al dovere di soldati fedeli di Gesù Cristo. 

 

Gloria al Padre.

 

II. Fu pur mirabile il vostro zelo, o glorioso S. Alessandro, allorquando, sfuggito per divino volere alla decimazione ed alla strage di tutta la vostra legione e rinchiuso per ordine del tiranno nel carcere Zebedeo in Milano, insieme ai vostri compagni Cassio, Severino, Secondo e Lucino, con la generosità della vostra sofferenza, e con la soavità dei vostri discorsi sapeste guadagnare alla fede il carceriere Silano e i suoi amici Xanto e Carpoforo, e quindi, obbediente alle indicazioni del zelantissimo vescovo S. Materno, sapeste togliervi dalle mani dei vostri persecutori per portare ad altre terre la cognizione dell'evangelica fede. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di soffrire sempre con rassegnazione qualunque terrena disavventura, e di adoperarci sempre nel miglior modo per la salute dei nostri fratelli.

 

Gloria al Padre .

 

III. Fu pur grande il potere dei miracoli a voi accordato, o glorioso S. Alessandro, allorquando incontrando un defunto che veniva portato alla tomba, lo richiamaste con breve preghiera a nuova vita; minacciato dell'estremo supplizio se non vi piegavate ai comandi di Massimiano, che giunse ad avervi nuovamente fra le sue mani, rovesciaste d'un colpo l'infame altare a cui veniste condotto per gli idolatrici sacrifici, poi condannato definitivamente alla morte, vedeste irrigidite le braccia del littore Marziano che s'accingeva a staccarvi il capo dal busto, finalmente, sottratto di nuovo al carcere dei vostri persecutori, e incamminandovi alle terre d'Orobia per rendervi sempre più gloriosa la vostra fede, traghettaste a piedi asciutti quell'Adda che si opponeva al vostro passaggio. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di non diffidare mai della protezione di Dio, e di mettere anzi nella sua provvidenza tutta la nostra fiducia in qualsiasi bisogno della nostra vita. 

 

Gloria al Padre .

 

IV. Fu pur grande la vostra costanza, o glorioso S. Alessandro, allorquando, raggiunto di nuovo dagli uomini dell’empio Massimiano, legato, ingiuriato, percosso e trascinato barbaramente all'altare di una falsa deità per obbligarvi a sacrileghi sacrifici nell'atto che riconoscente e devota tutta la bergomense cristianità vi venerava e vi amava come un angelo dal cielo spedito alla sua particolare santificazione, riceveste con tanta intrepidezza l'estremo colpo da riguardarlo come dono particolare, e ringraziarne pubblicamente il Signore; deh! impetrate a noi tutti la grazia di non sgomentarci mai fra le terrene persecuzioni, e di perseverare anche a costo di qualsivoglia tormento nel santo divino servizio. 

 

Gloria al Padre .

 

V. Fu pur singolare la vostra sorte, o glorioso Sant'Alessandro, poichè, non appena spargeste il sangue per la confessione della fede, la vostra discepola S. Grata ebbe fortuna e gloria di poter raccogliere il vostro capo e personalmente portarlo avvolto in drappo prezioso nella sua signorile casa, e quindi, unito al vostro corpo, di depositarlo nel ricco sepolcro per lei medesima preparato e così mostrare con il proprio esempio l'onore speciale a voi dovuto non solo per le tante virtù praticate in tempo di vita, ma ancora per i tanti miracoli da voi operati dopo la morte, e dei quali fanno ancora luminosa testimonianza i tanti magnifici templi innalzati a vostro onore. Deh! per tanti meriti che voi adunaste presso Dio, e per la riconoscenza che vi professarono costantemente tutti quanti i veri fedeli, ottenete a noi tutti la grazia d'onorare sempre come si meritano i giusti di questa terra, siccome Santi del Paradiso, al fine di essere un giorno partecipi dei loro meriti e delle loro eterne ricompense. 

 

Gloria al Padre .

 

Prega per me, Sant'Alessandro, e ottienimi dalla Misericordia Divina

la grazia di cui ho tanto bisogno (esporre). 

 

 

 

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SETTIMO GIORNO

 

 

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

O Dio, vieni a salvarmi. Signore vieni presto in mio aiuto.

 

I. Fu pur grande la vostra fede, o glorioso S. Alessandro, allorquando, sebbene elevato al rango di primo fra i capitani della legione Tebea ed ammirato ed amato anche dagli stessi Gentili, vi dichiaraste disposto a soffrire qualunque privazione e qualunque tormento anziché aderire ai comandi dello spietato Massimiano che voleva rendervi adoratore di falsi dei. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di vivere sempre cristianamente anche fra la gente non santa, e d'essere sempre disposti a tollerare qualunque male, anziché mancare al dovere di soldati fedeli di Gesù Cristo. 

 

Gloria al Padre.

 

II. Fu pur mirabile il vostro zelo, o glorioso S. Alessandro, allorquando, sfuggito per divino volere alla decimazione ed alla strage di tutta la vostra legione e rinchiuso per ordine del tiranno nel carcere Zebedeo in Milano, insieme ai vostri compagni Cassio, Severino, Secondo e Lucino, con la generosità della vostra sofferenza, e con la soavità dei vostri discorsi sapeste guadagnare alla fede il carceriere Silano e i suoi amici Xanto e Carpoforo, e quindi, obbediente alle indicazioni del zelantissimo vescovo S. Materno, sapeste togliervi dalle mani dei vostri persecutori per portare ad altre terre la cognizione dell'evangelica fede. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di soffrire sempre con rassegnazione qualunque terrena disavventura, e di adoperarci sempre nel miglior modo per la salute dei nostri fratelli.

 

Gloria al Padre .

 

III. Fu pur grande il potere dei miracoli a voi accordato, o glorioso S. Alessandro, allorquando incontrando un defunto che veniva portato alla tomba, lo richiamaste con breve preghiera a nuova vita; minacciato dell'estremo supplizio se non vi piegavate ai comandi di Massimiano, che giunse ad avervi nuovamente fra le sue mani, rovesciaste d'un colpo l'infame altare a cui veniste condotto per gli idolatrici sacrifici, poi condannato definitivamente alla morte, vedeste irrigidite le braccia del littore Marziano che s'accingeva a staccarvi il capo dal busto, finalmente, sottratto di nuovo al carcere dei vostri persecutori, e incamminandovi alle terre d'Orobia per rendervi sempre più gloriosa la vostra fede, traghettaste a piedi asciutti quell'Adda che si opponeva al vostro passaggio. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di non diffidare mai della protezione di Dio, e di mettere anzi nella sua provvidenza tutta la nostra fiducia in qualsiasi bisogno della nostra vita. 

 

Gloria al Padre .

 

IV. Fu pur grande la vostra costanza, o glorioso S. Alessandro, allorquando, raggiunto di nuovo dagli uomini dell’empio Massimiano, legato, ingiuriato, percosso e trascinato barbaramente all'altare di una falsa deità per obbligarvi a sacrileghi sacrifici nell'atto che riconoscente e devota tutta la bergomense cristianità vi venerava e vi amava come un angelo dal cielo spedito alla sua particolare santificazione, riceveste con tanta intrepidezza l'estremo colpo da riguardarlo come dono particolare, e ringraziarne pubblicamente il Signore; deh! impetrate a noi tutti la grazia di non sgomentarci mai fra le terrene persecuzioni, e di perseverare anche a costo di qualsivoglia tormento nel santo divino servizio. 

 

Gloria al Padre .

 

V. Fu pur singolare la vostra sorte, o glorioso Sant'Alessandro, poichè, non appena spargeste il sangue per la confessione della fede, la vostra discepola S. Grata ebbe fortuna e gloria di poter raccogliere il vostro capo e personalmente portarlo avvolto in drappo prezioso nella sua signorile casa, e quindi, unito al vostro corpo, di depositarlo nel ricco sepolcro per lei medesima preparato e così mostrare con il proprio esempio l'onore speciale a voi dovuto non solo per le tante virtù praticate in tempo di vita, ma ancora per i tanti miracoli da voi operati dopo la morte, e dei quali fanno ancora luminosa testimonianza i tanti magnifici templi innalzati a vostro onore. Deh! per tanti meriti che voi adunaste presso Dio, e per la riconoscenza che vi professarono costantemente tutti quanti i veri fedeli, ottenete a noi tutti la grazia d'onorare sempre come si meritano i giusti di questa terra, siccome Santi del Paradiso, al fine di essere un giorno partecipi dei loro meriti e delle loro eterne ricompense. 

 

Gloria al Padre .

 

Prega per me, Sant'Alessandro, e ottienimi dalla Misericordia Divina

la grazia di cui ho tanto bisogno (esporre). 

 

 

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OTTAVO GIORNO

 

 

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

O Dio, vieni a salvarmi. Signore vieni presto in mio aiuto.

 

I. Fu pur grande la vostra fede, o glorioso S. Alessandro, allorquando, sebbene elevato al rango di primo fra i capitani della legione Tebea ed ammirato ed amato anche dagli stessi Gentili, vi dichiaraste disposto a soffrire qualunque privazione e qualunque tormento anziché aderire ai comandi dello spietato Massimiano che voleva rendervi adoratore di falsi dei. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di vivere sempre cristianamente anche fra la gente non santa, e d'essere sempre disposti a tollerare qualunque male, anziché mancare al dovere di soldati fedeli di Gesù Cristo. 

 

Gloria al Padre.

 

II. Fu pur mirabile il vostro zelo, o glorioso S. Alessandro, allorquando, sfuggito per divino volere alla decimazione ed alla strage di tutta la vostra legione e rinchiuso per ordine del tiranno nel carcere Zebedeo in Milano, insieme ai vostri compagni Cassio, Severino, Secondo e Lucino, con la generosità della vostra sofferenza, e con la soavità dei vostri discorsi sapeste guadagnare alla fede il carceriere Silano e i suoi amici Xanto e Carpoforo, e quindi, obbediente alle indicazioni del zelantissimo vescovo S. Materno, sapeste togliervi dalle mani dei vostri persecutori per portare ad altre terre la cognizione dell'evangelica fede. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di soffrire sempre con rassegnazione qualunque terrena disavventura, e di adoperarci sempre nel miglior modo per la salute dei nostri fratelli.

 

Gloria al Padre .

 

III. Fu pur grande il potere dei miracoli a voi accordato, o glorioso S. Alessandro, allorquando incontrando un defunto che veniva portato alla tomba, lo richiamaste con breve preghiera a nuova vita; minacciato dell'estremo supplizio se non vi piegavate ai comandi di Massimiano, che giunse ad avervi nuovamente fra le sue mani, rovesciaste d'un colpo l'infame altare a cui veniste condotto per gli idolatrici sacrifici, poi condannato definitivamente alla morte, vedeste irrigidite le braccia del littore Marziano che s'accingeva a staccarvi il capo dal busto, finalmente, sottratto di nuovo al carcere dei vostri persecutori, e incamminandovi alle terre d'Orobia per rendervi sempre più gloriosa la vostra fede, traghettaste a piedi asciutti quell'Adda che si opponeva al vostro passaggio. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di non diffidare mai della protezione di Dio, e di mettere anzi nella sua provvidenza tutta la nostra fiducia in qualsiasi bisogno della nostra vita. 

 

Gloria al Padre .

 

IV. Fu pur grande la vostra costanza, o glorioso S. Alessandro, allorquando, raggiunto di nuovo dagli uomini dell’empio Massimiano, legato, ingiuriato, percosso e trascinato barbaramente all'altare di una falsa deità per obbligarvi a sacrileghi sacrifici nell'atto che riconoscente e devota tutta la bergomense cristianità vi venerava e vi amava come un angelo dal cielo spedito alla sua particolare santificazione, riceveste con tanta intrepidezza l'estremo colpo da riguardarlo come dono particolare, e ringraziarne pubblicamente il Signore; deh! impetrate a noi tutti la grazia di non sgomentarci mai fra le terrene persecuzioni, e di perseverare anche a costo di qualsivoglia tormento nel santo divino servizio. 

 

Gloria al Padre .

 

V. Fu pur singolare la vostra sorte, o glorioso Sant'Alessandro, poichè, non appena spargeste il sangue per la confessione della fede, la vostra discepola S. Grata ebbe fortuna e gloria di poter raccogliere il vostro capo e personalmente portarlo avvolto in drappo prezioso nella sua signorile casa, e quindi, unito al vostro corpo, di depositarlo nel ricco sepolcro per lei medesima preparato e così mostrare con il proprio esempio l'onore speciale a voi dovuto non solo per le tante virtù praticate in tempo di vita, ma ancora per i tanti miracoli da voi operati dopo la morte, e dei quali fanno ancora luminosa testimonianza i tanti magnifici templi innalzati a vostro onore. Deh! per tanti meriti che voi adunaste presso Dio, e per la riconoscenza che vi professarono costantemente tutti quanti i veri fedeli, ottenete a noi tutti la grazia d'onorare sempre come si meritano i giusti di questa terra, siccome Santi del Paradiso, al fine di essere un giorno partecipi dei loro meriti e delle loro eterne ricompense. 

 

Gloria al Padre .

 

Prega per me, Sant'Alessandro, e ottienimi dalla Misericordia Divina

la grazia di cui ho tanto bisogno (esporre). 

 

 

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NONO GIORNO

 

 

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

O Dio, vieni a salvarmi. Signore vieni presto in mio aiuto.

 

I. Fu pur grande la vostra fede, o glorioso S. Alessandro, allorquando, sebbene elevato al rango di primo fra i capitani della legione Tebea ed ammirato ed amato anche dagli stessi Gentili, vi dichiaraste disposto a soffrire qualunque privazione e qualunque tormento anziché aderire ai comandi dello spietato Massimiano che voleva rendervi adoratore di falsi dei. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di vivere sempre cristianamente anche fra la gente non santa, e d'essere sempre disposti a tollerare qualunque male, anziché mancare al dovere di soldati fedeli di Gesù Cristo. 

 

Gloria al Padre.

 

II. Fu pur mirabile il vostro zelo, o glorioso S. Alessandro, allorquando, sfuggito per divino volere alla decimazione ed alla strage di tutta la vostra legione e rinchiuso per ordine del tiranno nel carcere Zebedeo in Milano, insieme ai vostri compagni Cassio, Severino, Secondo e Lucino, con la generosità della vostra sofferenza, e con la soavità dei vostri discorsi sapeste guadagnare alla fede il carceriere Silano e i suoi amici Xanto e Carpoforo, e quindi, obbediente alle indicazioni del zelantissimo vescovo S. Materno, sapeste togliervi dalle mani dei vostri persecutori per portare ad altre terre la cognizione dell'evangelica fede. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di soffrire sempre con rassegnazione qualunque terrena disavventura, e di adoperarci sempre nel miglior modo per la salute dei nostri fratelli.

 

Gloria al Padre .

 

III. Fu pur grande il potere dei miracoli a voi accordato, o glorioso S. Alessandro, allorquando incontrando un defunto che veniva portato alla tomba, lo richiamaste con breve preghiera a nuova vita; minacciato dell'estremo supplizio se non vi piegavate ai comandi di Massimiano, che giunse ad avervi nuovamente fra le sue mani, rovesciaste d'un colpo l'infame altare a cui veniste condotto per gli idolatrici sacrifici, poi condannato definitivamente alla morte, vedeste irrigidite le braccia del littore Marziano che s'accingeva a staccarvi il capo dal busto, finalmente, sottratto di nuovo al carcere dei vostri persecutori, e incamminandovi alle terre d'Orobia per rendervi sempre più gloriosa la vostra fede, traghettaste a piedi asciutti quell'Adda che si opponeva al vostro passaggio. Deh! impetrate a noi tutti la grazia di non diffidare mai della protezione di Dio, e di mettere anzi nella sua provvidenza tutta la nostra fiducia in qualsiasi bisogno della nostra vita. 

 

Gloria al Padre .

 

IV. Fu pur grande la vostra costanza, o glorioso S. Alessandro, allorquando, raggiunto di nuovo dagli uomini dell’empio Massimiano, legato, ingiuriato, percosso e trascinato barbaramente all'altare di una falsa deità per obbligarvi a sacrileghi sacrifici nell'atto che riconoscente e devota tutta la bergomense cristianità vi venerava e vi amava come un angelo dal cielo spedito alla sua particolare santificazione, riceveste con tanta intrepidezza l'estremo colpo da riguardarlo come dono particolare, e ringraziarne pubblicamente il Signore; deh! impetrate a noi tutti la grazia di non sgomentarci mai fra le terrene persecuzioni, e di perseverare anche a costo di qualsivoglia tormento nel santo divino servizio. 

 

Gloria al Padre .

 

V. Fu pur singolare la vostra sorte, o glorioso Sant'Alessandro, poichè, non appena spargeste il sangue per la confessione della fede, la vostra discepola S. Grata ebbe fortuna e gloria di poter raccogliere il vostro capo e personalmente portarlo avvolto in drappo prezioso nella sua signorile casa, e quindi, unito al vostro corpo, di depositarlo nel ricco sepolcro per lei medesima preparato e così mostrare con il proprio esempio l'onore speciale a voi dovuto non solo per le tante virtù praticate in tempo di vita, ma ancora per i tanti miracoli da voi operati dopo la morte, e dei quali fanno ancora luminosa testimonianza i tanti magnifici templi innalzati a vostro onore. Deh! per tanti meriti che voi adunaste presso Dio, e per la riconoscenza che vi professarono costantemente tutti quanti i veri fedeli, ottenete a noi tutti la grazia d'onorare sempre come si meritano i giusti di questa terra, siccome Santi del Paradiso, al fine di essere un giorno partecipi dei loro meriti e delle loro eterne ricompense. 

 

Gloria al Padre .

 

Prega per me, Sant'Alessandro, e ottienimi dalla Misericordia Divina

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