HOME Mobile Chi siamo Dove siamo Obiettivo Famiglia SOMMARIO

 

        Cappellina il Chiostro Rosario on line Bacheca Cerca nel sito

 

 

Famiglia Unita Famiglia in difficoltà Famiglia Divisa Preghiere per i figli Circostanze varie Nel dolore Nella malattia Devozioni-Catechismo Santi e Feste UNITI nella preghiera Intenzioni di preghiera con DON BOSCO

 

 

MESE DI MARZO

DEDICATO A SAN GIUSEPPE

 

 

GIORNO 26

Precedente Successiva 

Indice

 

  

MEDITAZIONE

 

 

Silenzio di San Giuseppe. 

 

1. Il S.Vangelo non ricorda nessuna parola detta da S.Giuseppe: segno certissimo che Egli parlava ben poco. I Santi parlano poco, si dice; e S.Giuseppe, fondato nella vera umiltà, custodiva il silenzio. Gli Apostoli ricevettero l'ordine di predicare Gesù, di farlo conoscere al mondo; S.Giuseppe ebbe l'incarico di custodire Gesù e di tenerlo nascosto. E come bene Egli adempì il disegno di Dio! S.Giuseppe parlava poco. Amante del suo dovere, Egli non aveva tempo da perdere nel ciarlare inutilmente; se gli avanzava qualche poco di tempo lo impiegava nella preghiera. Anche con Gesù e con Maria parlava poco, desiderando Egli assai più ascoltare la loro parola che far sentire la sua. Egli era umile, e sebbene fosse capo della Sacra Famiglia, tuttavia sapeva d'essere inferiore alla sua Sposa ed al Figlio di Lei, e conservava il silenzio. 

 

2. Ma vi è anche un altro silenzio praticato da S.Giuseppe: il silenzio della mente e del cuore. Si può custodire il silenzio della lingua, ed intanto lasciar correre la mente dietro i pensieri inutili od anche cattivi; lasciar correre il cuore dietro desideri vani e pericolosi. S.Giuseppe come custodì il silenzio della lingua, così custodì il silenzio della mente, tenendo fisso il suo pensiero all'adempimento dei suoi doveri, guardandosi dal fermarsi apposta in qualunque pensiero inutile: custodì il suo cuore tenendolo lontano dai desideri mondani, od in qualche modo vani. Il vero umile si accontenta di quello che il Signore vuole, e non ha bisogno di correre con la mente a quello che potrà essere, od a quello che potrà accadere: si accontenta di quello che il Signore gli da, senza bisogno di desiderare cosa alcuna, all'infuori di questa, di poter sempre ed in tutto piacere a Dio.

 

3. Considera ora, o cristiano, quale sia il tuo silenzio. Quante parole inutili! Quanti pensieri vani, quanti desideri stolti e pericolosi! Eppure il Signore ti fa sapere che se tu vuoi essere forte contro le insidie del demonio e delle tue passioni, è necessario che tu custodisca il silenzio. Nel silenzio troverete la vostra fortezza dice il Profeta Isaia; e S.Giacomo ti dice che senza il silenzio è inutile sperare una vera devozione. Modera, cristiano, la tua lingua; modera tanti inutili pensieri e desideri: avrai più pace e sentirai a te più vicino Iddio, conoscerai meglio te stesso. Un giorno un religioso si presentò all'abate Macario e gli disse: Padre, desidero grandemente conservare pura l'anima; che cosa debbo fare? Fratello, gli rispose l'abate, voi la custodirete pura con il silenzio. 

 

ESEMPIO. Un grande devoto di S.Giuseppe propagatore zelantissimo della gloria del santo Patriarca fu Giovanni Charbier, più conosciuto sotto il nome di Gersone, dal paese che gli diede i natali. La devozione a S.Giuseppe egli la conobbe e praticò fin dai più teneri anni. Appena potè scrivere e predicare egli consacrò alla gloria del suo amato Patrono la sua voce, la sua penna, la sua scienza, per la quale è riconosciuto dottissimo fra i più dotti del suo tempo. Nulla trascurò per far conoscere al mondo le sublimi prerogative di S.Giuseppe e i tesori di virtù, rinchiusi nel suo cuore. Si adoperò specialmente ad ispirare al Clero una grande devozione al Casto Sposo di Maria; si valse di tutto il suo potere e della sua autorità che gli veniva dalla carica di Cancelliere della Università di Parigi per indurre gli ecclesiastici a celebrare la festa di S.Giuseppe. I suoi scritti sono tutto quello che vi è di più bello di più solido sulla terra al S.Patriarca. Nè il suo zelo si fermò qui. Con lettere e con conferenze si sforzò di propagare la devozione di S.Giuseppe tra i grandi del mondo, tra i dotti e per gli altri prelati. Incaricato di predicare, in presenza del concilio ecumenico di Costanza nel giorno della Natività di Maria SS.ma, gran parte del suo discorso lo consacrò ad esaltare le prerogative dell'augusto Sposo di Lei, e ne parlò con tanti argomenti e con tanta unzione, che lasciò quella numerosa e dotta Assemblea compresa della più viva ammirazione e ripiena della più tenera devozione verso del celeste suo Patrono. Morì nel 1429 ripieno di opere buone e di meriti per il Santo Paradiso. 

 

Fioretto. - Esaminati se possiedi la virtù del silenzio. Chiedila a S.Giuseppe con la recita di tre Pater. 

 

 

 

 

 

FIORETTO DEL GIORNO:

 

scrivi il tuo nome se oggi hai fatto il fioretto:

 

Oppure dona online la tua rosa:

CLICCA QUI

 

 

 

 

Precedente Successiva

Indice delle meditazioni

 

 

 

Privacy Policy

PARTECIPA anche tu alla cordata di preghiera: UNITI per le FAMIGLIE e i GIOVANI

 

 

"le forze deboli quando sono unite diventano forti" (don Bosco)

abbiamo bisogno anche di te

www.preghiereperlafamiglia.it/UNITI.htm

 

 

  

  

 

CAPPELLINA

    Entra per accendere una candela

e per conoscere le preghiere e le devozioni del giorno