- Vangeli dei giorni feriali -

COMMENTO AL VANGELO

 

21 DICEMBRE (Lc 1,39-45)

 

In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore”.

 

Come vivere questa Parola?
Oggi è il solstizio di inverno, il giorno in cui è più forte la nostalgia della luce. L'antifona maggiore ci fa cantare all'astro che sorge da oriente. Gesù, luce eterna, sole di giustizia viene ad illuminare e scaccia le tenebre che ci bloccano. Quante ombre nella nostra vita, ma anche quanto buio. L'ombra è ancora segno di una luce che qualche ostacolo intercetta e riflette diversamente, ma il buio è terribile. Quello vero e quello simbolico, che dice mancanza di speranza, paura, vuoto, morte. Gesù di sé dice esplicitamente: "Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita" (Gv. 8,12)

 

Signore, tu sei la nostra speranza, l'alba nuova che dissipa le tenebre e ci dà la forza di affrontare i giorni nuovi, ad ogni età, in ogni situazione.

 

La voce di un profeta
“Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano nella terra dell'ombra della morte, una luce rifulse.”
Isaia 9, 1

 

Casa di Preghiera San Biagio FMA 

 

 

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