- Vangeli dei giorni feriali -

COMMENTO AL VANGELO

 

10a settimana TEMPO ORDINARIO (Mt 5,13-16)

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”.

 

Come vivere questa Parola?
Il sale è il sapore delle beatitudini, quello stile di vita che conserva l’identità di ogni amico di Gesù. Esse sono il sapore della nostra identità di figli del Padre. Il sale è anche pegno di conservazione, e le beatitudini ci preservano dalla corruzione, ci danno sapienza ci aiutano a sentirci fratelli. La vita filiale e fraterna è per tutti il sapore della vita. Perdere questa consapevolezza, questo sapore di Cristo, questo dare la vita con amore e umiltà, ci rende scipiti, senza “senso” per noi e per gli altri. La lotta in noi tra la sapienza dell’amore e dell’egoismo, tra la beatitudine e il ripiegamento, tra l’affidamento e l’autoreferenzialità è lotta di “identità”, lotta per la vita vera.

 

Spirito di Sapienza, donaci la nostalgia del “sapore” di Cristo!

 

La voce di Papa Francesco
“ Il sale è l’elemento che dà sapore e che conserva e preserva gli alimenti dalla corruzione. Il discepolo è dunque chiamato a tenere lontani dalla società i pericoli, i germi corrosivi che inquinano la vita delle persone. Si tratta di resistere al degrado morale, al peccato, testimoniando i valori dell’onestà e della fraternità, senza cedere alle lusinghe mondane dell’arrivismo, del potere, della ricchezza. È “sale” il discepolo che, nonostante i fallimenti quotidiani – perché tutti noi ne abbiamo –, si rialza dalla polvere dei propri sbagli, ricominciando con coraggio e pazienza, ogni giorno, a cercare il dialogo e l’incontro con gli altri. È “sale” il discepolo che non ricerca il consenso e il plauso, ma si sforza di essere una presenza umile, costruttiva, nella fedeltà agli insegnamenti di Gesù che è venuto nel mondo non per essere servito, ma per servire. E di questo atteggiamento c’è tanto bisogno!” 

(cfr ANGELUS, 9 febbraio 2020)

 

Commento di suor Monica Gianoli FMA

Casa di Preghiera San Biagio FMA - Subiaco, Roma

 

 

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