UN ANNO CON MARIA

 

11° Dicembre

 

IL SIGNIFICATO DELL'AVVENTO

 

Nel canto a due voci della Vergine di Nazaret e di Isaia Profeta "la liturgia presenta l'Avvento": — primo: come "opera salvifica di Dio", che si sviluppa attraverso la storia del Popolo eletto — e raggiunge il suo culmine nel cuore della Vergine prescelta come Madre del Messia — per estendersi poi a tutta l'umanità. Dio viene alla umanità mediante questa opera salvifica; — secondo: la liturgia dell'odierna domenica "esprime l'Avvento come atteggiamento interiore dell'uomo". L'Avvento significa aprire largamente gli occhi dell'anima sulla presenza di Dio nel creato; e "aprire gli occhi" dell'anima sull'opera di Dio nel mondo, soprattutto nel cuore umano. L'Avvento significa "adorazione di Dio piena di gratitudine". Il « Magnificat » della Vergine Maria è l'inno più splendido della gratitudine: « Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente ». 

 

Giovanni Paolo II

 

 

MARIA CON NOI

 

Aranzazu, una località della regione basca, a mezza strada tra Bilbao e la Francia, appare nella storia verso il 1469. Un giovane pastore, Rodrigo de Balzategui, mentre un sabato custodiva le capre sul monte Alona, a nord di Aranzazu, vide lungo il pendio, sopra un cespuglio di spini, una piccola statua di pietra, alta 36 cm, che rappresentava una Madonna seduta con il Bambino sul ginocchio destro, e accanto una grossa campanella. Sorpreso, il pastore esclamò: "Arantzan zu?", cioè: "Tu, su questi spini?", da cui il nome di Aranzazu dato al luogo della scoperta e alla Madonna. Riavutosi dallo stupore, egli si precipitò al paese per raccontarvi la sua avventura, ma trovò i compaesani in devota processione per impetrare la pioggia. Il giovane li invitò a recarsi dalla "piccola Santa" del cespuglio, che avrebbe fatto piovere; ma sulle prime fu trattato da visionario; poi vi andarono e costruirono una specie di capanna con fronde per la sacra immagine, accesero dei fuochi in suo onore e cantarono inni mariani. La pioggia non si fece attendere e fu così abbondante che meravigliò tutti dopo tanta siccità. In ringraziamento tornarono sul luogo per costruirvi un oratorio di pietre a secco, coperto da sterpaglie alla maniera degli ovili. La generosità di una ricca e santa donna, Giovanna d'Arriaran, permise qualche anno dopo la costruzione del santuario e di un monastero, che fu occupato dai frati Minori Francescani nel 1511. I pellegrini vi giunsero numerosi anche dalla Francia e, col passare degli anni, si notarono personalità di grande fama mondiale, come S. Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti, il re Filippo III di Spagna, il navigatore Elcano, il primo che fece il giro del mondo. Tre incendi e ricostruzioni si succedettero dal 1553 al 1834, ma la pietà mariana popolare non conobbe soste: nelle ore difficili moltitudini di pellegrini salivano al santuario a piedi scalzi, a volte in ginocchio, digiuni per partecipare alle veglie notturne consacrate alle confessioni. La Vergine, da parte sua, moltiplicava i suoi miracoli: guarigioni di malati, risurrezioni di morti, tempeste sedate, naufragi scampati, ossessi liberati, conversioni insperate. Il 6 giugno 1886 l'immagine fu incoronata con decreto del Capitolo Vaticano e il 23 gennaio 1918 Nostra Signora di Aranzazu fu proclamata Patrona principale della regione basca. 

 

SPAGNA - ARANZAZU - Nostra Signora di Aranzazu

 

 

FIORETTO: - Passa la giornata santamente: recita un Angele Dei.

 

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CAPPELLINA

 

 

 

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