UN ANNO CON IL SACRO CUORE

 

3° Settembre

 

LA PENITENZA - PREPARAZIONE: PERDONO DEI PECCATI E PARABOLE 

 

Mi alzerò, e andrò da mio padre e dirò a lui: Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te. Non sono ormai degno d'esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi mercenari.. E alzatosi andò da suo padre; e mentre egli era tuttora lontano, suo padre lo scorse, e si mosse a pietà, e gli corse incontro e gli gettò le braccia al collo, e lo baciò (8. Luca, XV, 18). 

 

1° Preludio. Gesù prepara in questo modo il sacramento della penitenza, abbandonandosi alle emozioni del suo Cuore, nelle parabole, nei miracoli e nella premura verso i peccatori.

 

2° Preludio. O Gesù, ecco davanti a voi un peccatore, un figliol prodigo penitente e fiducioso, perdonatelo. 

 

1° PUNTO: Predicazione della penitenza. — Il regno di Dio sulla terra si compie con la penitenza e con il perdono dei peccati. «Fate penitenza, predicava Giovanni Battista, perché il regno dei cieli è vicino» — Isaia aveva detto: «Preparate le vie del Signore, raddrizzate i sentieri davanti a lui: colmate le valli, abbassate le montagne, appianate le vie; allora, ogni uomo vedrà la salute che viene da Dio». — tutti i paesi della Giudea, tutti: gli abitanti di Gerusalemme e tutte le contrade vicine del Giordano venivano a Giovanni Battista confessando i peccati, ed egli li battezzava nel fiume. Questa predicazione e questo battesimo preparavano, e figuravano il regno della misericordia, il tempo in cui i peccati sarebbero rimessi facilmente sia con il battesimo, sia con la penitenza. Il Salvatore non veniva ad offrirci un solo mezzo di salute, il battesimo, lui che avrebbe detto a san Pietro che bisognerebbe perdonare settantasette volte sette. Dopo san Giovanni Battista anche Gesù predica la penitenza: «I tempi sono compiuti, il regno dei cieli s'avvicina! Fate penitenza, e credete al Vangelo!» (Marco I, 14). La penitenza e la fede non sono solamente la condizione per entrare nella Chiesa, ma anche per vivervi e perseverarvi nelle vie della salute. Gesù dice ai discepoli d'Emmaus occorreva che il Cristo soffrisse e risuscitasse, e che la penitenza fosse predicata ovunque nel suo nome per la remissione dei peccati» (S. Luca XXIV, 46). Il regno del Cristo sulla terra è il regno della penitenza: penitenza per la prima conversione, penitenza per ogni remissione di peccati. 

 

2° PUNTO: Conversione e miracoli. — Nostro Signore rimette egli stesso molte volte i peccati prima di darne il potere agli apostoli. Il suo Cuore è infinitamente Misericordioso. Come non perdonerebbe al pentimento ? Sarà un bisogno del suo Cuore il lasciarci questo sacramento del perdono. Maddalena penitente ai piedi di Gesù, e Gesù che perdona alla Maddalena rappresentano assai bene il sacramento della penitenza: «Molti peccati le sono rimessi, perchè molto ha amato» dice il Salvatore, e vorrebbe dire: Perchè ha molto pianto elevando il pentimento alla perfezione della carità. La donna adultera è confusa e pentita, ed anche a lei Gesù dice: «Non ti condanno, va e non peccar più». Zaccheo ha un profondo pentimento di tutte le usure, e della avarizia: «Darò, dice, la metà dei beni ai poveri; ed a quelli che ho ingannato renderò il quadruplo». Gesù gli perdona, e dice: «Oggi questa, casa ha ricevuto la grazia della salute». Il più commovente esempio di perdono è quello accordato da nostro Signore a san Pietro. L'apostolo ha rinnegato il buon Maestro nelle circostanze più dolorose per Gesù: Il Salvatore gli getta, passando, uno sguardo di dolce rimprovero e di misericordia; l'apostolo piange, Gesù gli perdona, e si prepara a restituirgli tutti i privilegi. Il buon ladrone fa un atto di contrizione sulla croce: «Noi siamo colpiti giustamente, ma Lui... questo Giusto!». Gesù gli dice: «Oggi stesso tu sarai con me in Paradiso». Il paralitico simboleggerà il peccatore che non sa più agire soprannaturalmente. Gesù lo guarisce, gli perdona e gli dice: «Va„ e non peccare più». Anche il lebbroso simboleggia il peccatore. Gesù lo guarisce, e gli dice: «Va, presentati al sacerdote» . Lo stesso avviene nella confessione; il peccatore si presenta al confessore, e Gesù lo guarisce. Lazzaro è morto; è il simbolo del peccato mortale; Gesù lo guarisce, ma dice agli apostoli: «Slegatelo da tutti i legami della morte». E così fa il sacerdote in confessione. 

 

3° PUNTO : Il figliol prodigo. Il dono del Sacro Cuore. — In tutta questa preparazione del sacramento di penitenza, ciò che è più saliente è la parabola del figliol prodigo. Il Salvatore ha dato a questa parabola un'importanza particolare. Ha voluto che essa ci venisse riportata tutta avvolta in una bellezza letteraria e drammatica. È una delle più belle pagine del Vangelo. Gesù vi descrive il peccato con tutte le circostanze, aggravanti o attenuanti. Il peccatore è ingrato e duro, abbandona il padre, e lo fa soffrire; va, sciupa tutto il suo avere temporale e morale; cade nel disordine il più completo e nell'umiliazione la più profonda. — Ma è giovane, le passioni sono vive. — Poi progressivamente si pente; rimpiange prima le dolcezze della casa paterna, poi il pentimento si purifica, e si eleva; rimpiange d'aver fatto soffrire il padre. — Si alza, va, confessa il peccato, si umilia, piange. — Il padre l'aveva atteso, e si mostra misericordioso, buono, lo riceve fra le braccia, e lo stringe al cuore. Gli rende il suo posto al focolare paterno e lo colma di favori. — O commovente spettacolo della riconciliazione del peccatore! Questo sacramento è, come il battesimo, un dono del Cuor di Gesù. Il padre riceve il figliuol prodigo sul cuore. Il sacramento della penitenza è uscito dal Cuor di Gesù con l'acqua meravigliosa che simboleggiava tutti i sacramenti di purificazione e di perdono.

 

Risoluzione. — Grazie, o mio buon Maestro ! Ecco il grido del mio cuore: Grazie per questo dono del vostro Cuore! Che sarei divenuto senza il sacramento di penitenza? Voglio riceverlo il meglio possibile, prepararmi più degnamente. e ringraziarvi sempre più della santa assoluzione. Mi ispirerò sulla parabola del figliol prodigo. 

FIORETTO: — Ripeti oggi: Deus, in adiutorium meum intende.

 

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