UN ANNO CON IL SACRO CUORE

 

15° Ottobre

 

SANTA TERESA (1515-1582) 

 

Ma lungi da me il gloriarmi d'altro che della croce del Signor nostro Gesù Cristo, per cui il mondo è a me crocifisso ed io al mondo... Del rimanente nessuno mi inquieti, perchè io porto le stigmate del Signor Gesù nel mio corpo (Ep. ad Gal., VI, 14). 

 

1° Preludio. S. Teresa è stata molto cara a nostro Signore, e nostro Signore ne ha ferito il cuore con la ferita dell'amore. 

 

2° Preludio. Grande santa, ottenetemi la grazia d'amare ardentemente nostro Signore, come l'avete amato voi, e d'imitare il vostro zelo per l'apostolato della preghiera e della riparazione. 

 

1° PUNTO: La santa vita. — Fin dalla più tenera età si determina il carattere della vita di S. Teresa. Ella legge con il fratellino la Vita dei santi, soprattutto quella dei martiri e questa lettura li colma talmente del desiderio di morire per Gesù Cristo, che un giorno, lasciata segretamente la casa paterna, si avviarono verso l'Africa per incontrarvi il martirio. Ricondotti alla casa, si mantennero fedeli allo spirito di preghiera. A dodici anni, Teresa, avendo perduta la mamma, si consacra a Maria. Entrata nel Carmelo di Avila, ella ebbe momenti di rilassatezza, ma nostro Signore, volendone il cuore, le mostrò l'inferno, al quale si esponeva, la purificò con venti anni di prova, di malattie e d'aridità. «Non voglio più che tu conversi con gli uomini», le disse un giorno, e per tre anni rimase vicino a lei ad istruirla, a confortarla. Essa ardeva di soffrire per Gesù Cristo e per le anime. «O soffrire, o morire» diceva. E non è questo il più puro spirito del Sacro Cuore? Santa Teresa compì la grande opera della riforma del Carmelo. Scrisse libri di una dottrina tutta celeste: un tratto di essi esprime assai bene la sua unione a nostro Signore. Incontrato, nel chiostro, un bambino meravigliosamente bello, gli chiese il nome. «Dimmi prima il tuo» rispose il bambino. «Io mi chiamo Teresa di Gesù. — Ed io, riprende il bimbo, sono Gesù di Teresa». Quest'amabile santa morì in una estasi d'amore. 

 

2° PUNTO: L'apostolato della preghiera e della riparazione. — La riparazione dei delitti del mondo, l'apostolato della salute delle anime mediante la preghiera, e la sofferenza, sonò uno dei punti più salienti e più pratici della devozione al Sacro Cuore, come è stato rivelato a Paray. Ed era proprio questa la nota predominante della vita di santa Teresa. Al pensiero della iniquità degli uomini, la sua anima languiva di dolore, e versava lacrime in abbondanza. Viveva in un'agonia continua; offriva incessantemente tutto l'essere, il quale si consumava come una sanguinante vittima nelle austerità e nelle penitenze più spaventose. Il cuore di Teresa pregava e sospirava continuamente per dar delle anime al suo Gesù: «Io darei mille vite, diceva, per bandire il peccato dal mondo e guadagnare i cuori al servizio di Dio». Un giorno che venne consigliata a prendersi un po' di riposo, rispose con coraggio: «Non ne ho bisogno, non voglio altro che soffrire». E la Chiesa la chiamò «Vittima della carità». Si seppe per rivelazione che S. Teresa, con le preghiere e con le penitenze, aveva convertito più anime che san Francesco Saverio nelle missioni. Infatti s'imponeva penitenze durissime allo scopo di riparare alle colpe che si commettevano: portava un duro cilicio, passava le notti a pregare e a piangere per la conversione degli eretici, degl'infedeli e per tutte le necessità della Chiesa. 

 

3° PUNTO: La devozione al Sacro Cuore. — Santa Teresa tiene degno posto fra le anime che, prima delle rivelazioni del secolo XVII, fissarono lo sguardo sul Cuore di Gesù. Al Vescovo d'Osma che le domandava un metodo d'orazione, ella scriveva: «Metterete davanti agli occhi o del corpo o dell'anima, l'immagine di Gesù crocifisso che considererete attentamente e diligentemente con tutto il raccoglimento e l'amore di cui sarete capace... La piaga del costato, per la quale Gesù vi lascerà vedere il suo Cuore scoperto, vi rivelerà l'indicibile amore che ci ha mostrato quando ha voluto che questa sacra piaga fosse nostro nido e nostro asilo, e ci servisse di porta per entrare nell'arca nell'ora delle tentazioni. La santa aveva imparata questa direzione dai Padri della Chiesa e dai santi del secolo XII e XIII. Una delle pratiche più care era di trasportarsi in spirito, alla sera, prendendo riposo, nell'orto degli ulivi e meditare sulle angosce del Salvatore e compatirle, unendosi a lui. Ma non era questa l'Ora santa? Ed il suo cuore, trapassato dal dardo infiammato di un serafino, che le cagionò un così soave martirio, non l'avrà spinta a considerare incessantemente la piaga d'amore del suo Gesù Crocifisso? 

 

Risoluzioni. — Santa sposa del Salvatore, insegnateci a contemplare con voi il costato ferito del Salvatore che ci lascia vedere il suo Cuore aperto, e ce ne rivela l'amore. Con voi io troverò in questa sacra piaga un nido, un asilo ed una porta per entrare nell'arca durante le tentazioni e soprattutto all'ora della morte.

 

FIORETTO: — Recita tre Pater alla Santa; imitala nel darti subito e tutto a Dio.

 

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CAPPELLINA

 

 

 

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