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MEDITAZIONE DEL GIORNO

13° Settembre

PADRE NOSTRO


1. Perché Padre nostro e non mio. Gesù pregando nel Getsemani disse: Padre mio; Egli era il vero, l'unico Figlio di Dio; noi siamo tutti insieme, per adozione, figli di Lui. Onde, è più appropriata la parola nostro, perché ricorda il benefizio comune. Mio, porta con se un suono tenero, ma isolato, esclusivo, nostro, dilata il pensiero e il cuore; mio esprime una sola persona che prega: nostro, ricorda una intera famiglia; questa sola parola nostro, che bell'atto di Fede è nella Provvidenza universale di Dio!


2. Fratellanza e carità. Siamo tutti eguali innanzi a Dio, ricchi e poveri, padroni e dipendenti, sapienti e ignoranti, e lo professiamo con la parola: Padre nostro. Siamo tutti fratelli di natura e di origine, fratelli in Gesù Cristo, fratelli qui in terra, fratelli della Patria Celeste; ce lo dice il Vangelo, ce lo ripete il Padre nostro. Questa parola risolverebbe tutte le questioni sociali, se tutti la dicessero di cuore.


3. Virtù della parola nostro. Questa parola ti congiunge a tutti i cuori che pregano quaggiù e a lutti i Santi che in Cielo invocano Dio. Ora puoi tu valutare la potenza, la virtù della tua preghiera, congiunta e corroborata da tanti meriti? Con la parola nostro fai alto continuo di carità, pregando per il prossimo, per tutti gli indigenti e tribolati di questo mondo o del Purgatorio. Con quanta devozione dovrai, dunque, dire: Padre nostro!


PRATICA. — Prima di recitare il Padre nostro, pensa Chi preghi. — Recitane alcuni per chi non prega.

 

 

Tratto da: Brevi meditazioni per tutti i giorni dell'anno e sopra le solennità della Chiesa proposte alle anime pie (Agostino Berteu)

 

 

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