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UN ANNO CON IL SACRO CUORE

2° Aprile

SAN GIOVANNI E LA VITA DI RIPARAZIONE E DI IMMOLAZIONE 

 

Ma Gesù disse loro: Non sapete quello che domandate: Potete voi bere il calice che io bevo, o essere battezzati col battesimo ond'io son battezzato? E questi replicarono: Si, che possiamo. Ma Gesù disse loro: Voi berrete veramente il calice che io bevo, e sarete battezzati col battesimo, onde io son battezzato. Ma il sedere alla mia destra o alla mia sinistra non spetta a me di concederlo a voi, ma a coloro per i quali è stato preparato (S. Marco, X, 38). 

 

1° Preludio. Sì, S. Giovanni berrà il calice della persecuzione e dell'immolazione, il suo amore per Gesù e la grazia di Dio gliene daranno tutta la forza. 

 

2° Preludio. Santo apostolo, ottenetemi lo spirito di riparazione e di immolazione. 

 

1° PUNTO: La preparazione. — Nostro Signore ha prevenuto san Giovanni e il fratello di lui sui sacrifici che avrebbe loro domandato. Il suo pensiero quel giorno è tutto al sacrificio. E' una scena solenne. Gesù ha incontrato il giovanetto ricco che è venuto meno alla sua vocazione e forse alla sua salvezza. «Guai ai ricchi» dice loro, ed è impressionato, e loro pure. Ed aggiunge: I favori del cielo sono per quelli che lasciano tutto: parenti, casa e proprietà». Poi va avanti molto severamente, ed essi sono commossi e timorosi. Predice loro tutta la passione, ed ecco che molto erroneamente Salome si avvicina con i suoi figliuoli e domanda onori. Gesù risponde ai due fratelli: Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il mio calice e subire il mio battesimo — Lo possiamo, rispondono. — Ebbene, soggiunge Gesù, voi lo berrete». San Giovanni comprese, almeno in parte, le parole profonde di Gesù, e da quel giorno fu consacrato vittima e riparatore. 

 

2° PUNTO: Il martirio del cuore. — San Giovanni cominciò a bere il calice di nostro Signore partecipando alla Passione. Se ne potrebbero raccontare i dolori come si raccontano quelli di Maria. Beve al calice, quando sente annunciare da nostro Signore che Giuda lo tradirà. Che penosa congettura per san Giovanni! Beve al calice della compassione, quando assiste all'agonia di tre lunghe ore, durante le quali vede l'amato Maestro schiacciato sotto il torchio del dolore. Ed alla cattura di Gesù, alla fuga dei discepoli, e davanti agl'insulti e agli schiaffi che riceve Gesù, al rinnegamento di Pietro, alla condanna del divin Maestro, alla flagellazione, alla coronazione di spine, all'Ecce homo, all'incontro con Maria! Eccoci pertanto al Calvario. I chiodi del Salvatore forano anche le mani e i piedi di san Giovanni. Tutte le parole del Buon Maestro ne feriscono il cuore. L'addio del Salvatore ne aumenta le lacrime. L'apertura del Cuore di Gesù è anche per lui un colpo di spada, e la sua tenera compassione continua durante la deposizione dalla croce alla sepoltura. Tutto il sabato egli continua a piangere insieme a Maria. San Giovanni è veramente vittima insieme a Gesù. Il suo cuore è saziato d'amarezza; egli subisce il martirio del cuore. Ed offre tutti questi dolori con Gesù e Maria in espiazione dei nostri peccati, in riparazione delle nostre ingratitudini per la nostra redenzione. Ringraziamo san Giovanni, ed imitiamolo nella compassione e nelle riparazioni. 

 

3° PUNTO: Il vero martire. — San Giovanni non ha solo compatito il martirio di Gesù, è stato martire egli stesso. Nostro Signore gli aveva predetto: «Voi berrete il medesimo calice che berrò io, e sarete battezzati col mio stesso battesimo». E così san Giovanni è stato come Gesù, imprigionato, incatenato, e condannato. Ha sofferto il supplizio dell'olio bollente; è stato mandato in esilio a Patmos. Egli ci dice nell'Apocalisse: «Io, Giovanni, tuo fratello, ho preso parte alle tribolazioni dei martiri ed alla loro pazienza; sono stato gettato nell'isola di Patmos in esilio per rendere testimonianza a Gesù Cristo del quale ho predicato il Vangelo» (Ap. I, 9). San Giovanni è per noi il modello della riparazione e dell'immolazione; com'è il modello dell'amore del Salvatore. Egli ha amato la riparazione ed il sacrificio, e ha subito il martirio con gioia. Aveva udito Gesù dire agli Apostoli: «Devo essere battezzato col battesimo del mio sangue, e desidero che questo si faccia». Aveva anche inteso il «Surgite, eamus: alzatevi, ed andiamo incontro al traditore». E come non avrebbe desiderato egli pure le prove che lo avrebbero reso simile al buon Maestro? 

 

Risoluzioni. — Carissimo apostolo, fatevi mio maestro. Insegnatemi lo spirito di riparazione, d'espiazione, di sacrificio. Voi avete riparato i peccati degli altri; io pure ho peccati da riparare. Ottenetemi la grazia di amare la riparazione al Sacro Cuore di Gesù, di consacrarvi la vita e di farne lo scopo di ogni azione. 

 

FIORETTO: — Offrendo una mortificazione o una preghiera, domanda che almeno un peccatore di più faccia Pasqua.

 

 

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