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UN ANNO CON SAN GIUSEPPE

20° Giugno

SAN GIUSEPPE PATRONO DELLE ANIME AFFLITTE: INSEGNA LA RASSEGNAZIONE CRISTIANA 

 

L'insegnamento di Giuseppe non fu di precetti, ma di mirabili esempi: ricevendo da Dio l'alto incarico d'esser Padre al Redentore del mondo, non si illuse sulle conseguenze di questa elezione. Colui che doveva essere l'uomo dei dolori (Is. 53, 3) e che doveva condurre la vita in continuo travaglio fin dalla sua gioventù, non poteva promettere al suo padre e custode una vita seminata di rose. S. Giuseppe sapeva ciò, e come Maria inchinò il suo capo al fiat solenne con il quale sottopose le sue spalle generosamente e con grand'animo alla croce, che gli era presentata fin dal principio della sua carriera; l'accettò volentieri, la portò con inalterabile costanza, e come Gesù nel Getsemani ad ogni occasione di patire disse all'Eterno Padre: Sia fatta non la mia ma la tua volontà (Luc. 22, 42). Egli imparò la rassegnazione dalla sua amabilissima Sposa, a cui sempre trapassò il cuore la spada predetta da Simeone; l'imparò soprattutto dal suo benedetto Gesù, al cospetto del quale furono sempre presenti la Passione e la Croce; e con tali esempi dinanzi agli occhi non solo si rassegnò, ma uniformò pienamente la sua volontà a quella di Dio, volendo quello che Dio voleva e volendolo nel fine e nel modo che Dio lo voleva, pronta ai più penosi sacrifici; e ciò fece senza mai lamentarsi né con Dio né con gli uomini, con i quali serbava sulle sue pene più perfetto silenzio. Poiché nel soffrire sapeva di piacere a Dio, e di imitare da vicino Gesù e Maria, la sua anima anche in mezzo ai più tristi avvenimenti, non era turbata e riposava nella calma più serena che gli si palesava sul volto sempre composto e rallegrato da un sorriso celeste. Ecco il nostro maestro: la rassegnazione di San Giuseppe è di dolce rimprovero alle nostre debolezze e alla paura che abbiamo di patire per Dio. Essa ci è di stimolo e di sprone, ci sorregge, ci sostiene perché non veniamo meno nella nostra vita dolorosa. Le nostre pene sono piccole a confronto di quelle di S. Giuseppe; dinanzi a lui e nella sua compagnia le afflizioni più acerbe diventano leggere ed anche amabili, luminose, e fonte di meriti copiosi per la beata eternità. 

 

PREGHIERA PER TUTTO IL MESE DI GIUGNO

 

O San Giuseppe con te, per tua intercessione noi benediciamo il Signore. Egli ti ha scelto tra tutti gli uomini per essere il casto sposo di Maria e il padre putativo di Gesù. Tu hai vegliato continuamente, con affettuosa attenzione la Madre e il Bambino per dare sicurezza alla loro vita e permettere di adempiere la loro missione. Il Figlio di Dio ha accettato di sottoporsi a te come a un padre, durante il tempo della sua infanzia e adolescenza e di ricevere da te gli insegnamenti per la sua vita di uomo. Ora tu ti trovi accanto a Lui. Continua a proteggere la Chiesa tutta. Ricordati delle famiglie, dei giovani e specialmente di quelli bisognosi; per tua intercessione essi accetteranno lo sguardo materno di Maria e la mano di Gesù che li aiuta. Amen.

 

FIORETTO: — Fa tre atti di mortificazione. 

 

 

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