UN ANNO CON IL SACRO CUORE

 

14° Settembre

 

L'ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE 

 

Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l'essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l'Israele di Dio. (ai Gal. VI, 14).

 

1° Preludio. La croce è la nostra gloria e lo strumento della redenzione, noi dobbiamo portarla sulle orme del Salvatore per aver parte alle sue grazie. 

 

2° Preludio. Amerò la croce della pazienza e del lavoro quotidiano per ricevere le grazie del Salvatore. 

 

1° PUNTO: La vittoria dell'imperatore amico della croce. — Si era nel 629, ed i persiani erano all'apogeo della potenza: erano pagani, adoravano il sole, secondo la dottrina di Zoroastro, ed avevano i maghi per sacerdoti. Cosroe II, loro sovrano, aveva conquistato la Siria e la Palestina, aveva trasportato la vera croce del Salvatore e la conservava preziosamente per il timore del Dio dei cristiani. L'imperatore Eraclio marciò su Cosroe per riconquistare la croce. Fu una vera crociata. Prima di mettersi in campo, l'imperatore ordinò preghiere pubbliche, raccomandò la penitenza, implorò il soccorso di Dio e della Vergine; portò con sè un'immagine miracolosa del Salvatore. Dio benedisse le sue armi, Cosroe rimase vinto, tradito è fatto prigioniero dal figlio maggiore, il quale chiese la pace. Eraclio reclamò la reliquia della vera croce, e la riportò in trionfo a Costantinopoli. La sua devozione alla Croci era stata premiata. 

 

2° PUNTO: Il trionfo della croce a Gerusalemme. — L'imperatore risolse di riportare la croce nel santuario del santo sepolcro a Gerusalemme, da dove era stata tolta quattordici anni prima. Giunto a Gerusalemme organizzò una processione trionfale, nella quale egli doveva portare la croce sulle spalle; ma giunto alla porta della città egli non potè proseguire d'un passo. Il pio patriarca di Gerusalemme suppose che nostro Signore volesse dare una lezione di semplicità cristiana a tutto il popolo. Consigliò l'imperatore di deporre le ricche vesti che formavano una stridente contraddizione con la croce. L'imperatore lo fece, si tolse il mantello imperiale e la corona, avanzò a piedi scalzi con una tunica modestissima. Solo così la croce si lasciò portare molto facilmente. Numerosi miracoli attestarono la potenza della santa reliquia: un morto risuscitò, lebbrosi, ciechi furono guariti, indemoniati furono liberati dal cattivo spirito. Fu un trionfo. La vera croce fu riposta nella Chiesa del Santo Sepolcro. Il racconto dei miracoli di questa grande giornata giunse in occidente, ed in memoria di questo avvenimento si è stabilita la festa dell'Esaltazione della Santa Croce. Ma non solamente il legno della Croce nostro Signore ha voluto glorificare, ma altresì il mistero della Croce, il suo sacrificio, tutta la sua Passione con tutti gli insegnamenti che essa ci dà. 

 

3° PUNTO : Le lezioni di questa festa. —Essa ci dice il prezzo del segno della croce: è il segno della salute. Lo si fa sempre con profitto, se lo si fa con rispetto, con pietà: ci preserva da molti accidenti; attira sopra di noi e sopra i nostri lavori le benedizioni di Dio. La croce parla a Dio, gli rappresenta tutto ciò che nostro Signore ha sofferto per noi. Ma la croce è anche il simbolo della penitenza, della riparazione, del sacrificio: la croce era il coronamento della Vita di nostro Signore, trascorsa interamente nell'umiltà, nel distacco, nel disprezzo dei godimenti terreni e nell'espiazione dei peccati. La croce parla alle anime, come un segno sacro, come uno stendardo eloquente. Essa è divenuta il segno del cristiano, e ne indica il carattere della vita. Noi siamo crociati, siamo segnati per il lutto e per il sacrificio; un'opera non è veramente cristiana se non segnata con la croce. Le azioni saranno sante, se porteranno questo segno, se sono fatte in ispirito di umiltà, di penitenza, di riparazione. Le imprese saranno benedette da Dio se sono segnate del segno della croce, e, all'occorrenza, Dio le segnerà lui stesso con qualche prova, soprattutto se si tratta di un'opera d'importanza. 

 

Risoluzioni. — Divin Cuore di Gesù, voi avete amato e voluto la croce, ce l'avete mostrata nelle fiamme del vostro amore; non potreste dire con maggior calore quanto bisogna amarla. Io abbraccio la croce: voglio portarla oggi e tutti i giorni nella pratica della regola dell'obbedienza, del lavoro, e nella pazienza nel sopportare le prove che sopraggiungono. 

 

FIORETTO: — Impara a farlo, e bene, prima delle orazioni e quando entri e esci di chiesa (50 giorni di Indulgenza per ogni volta; 100 con l'acqua santa).

 

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CAPPELLINA

 

 

 

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