UN ANNO CON SAN GIUSEPPE

 

10° Settembre

 

IL VIAGGIO A BETLEMME.

 

Atto della presenza di Dio ecc. come il primo giorno.

 

Virtù: Vedere Iddio nei Superiori.

 

Nella vita di S. Giuseppe da Copertino si legge che San Bonaventura gli apparve una volta, dicendogli quanto segue: «Sappi che la Beata Vergine e San Giuseppe fecero il viaggio a Betlemme, in gran povertà e umiltà, e condussero con sè un bue e un asinello. Maria SS. montava il giumento. Il povero Giuseppe conduceva il bue, con l'intenzione di venderlo, e pagare all'Imperatore il censo, perchè S. Giuseppe non aveva denari. Era un inverno freddissimo, e perciò i due Santi Sposi soffrirono molto nel viaggio. Un giorno che il freddo era ancora cresciuto, e San Giuseppe temeva facesse danno alla delicata Verginella, si rivolse con le lagrime agli occhi a Dio, e lo pregò di moderarlo. La Madonna alzò anch'essa gli occhi al cielo, ed esclamò sospirando: «O amorosissimo Padre Celeste, abbi pietà della mia grande miseria, e dammi aiuto e forza da portare felicemente a termine il caro Pegno che mi hai affidato». Dopo queste parole, senti in sè un calore soprannaturale che usciva dal suo seno, e che non solo la riscaldò completamente, ma liberò anche San Giuseppe, che camminava vicino a lei, dalla sensazione del freddo. Allora ringraziarono il misericordiosissimo Iddio con tutto il cuore, si sentirono ripieni di giubilo spirituale, e fecero l'ultimo tratto di strada senza soffrire. Un'altra volta verso sera arrivarono alla casa d'un contadino, e non potendo più continuare per la stanchezza, S. Giuseppe bussò per chiedere ospitalità per quella notte. Il contadino non voleva aprire, e chiese: «chi va là? perchè bussate?» - S. Giuseppe rispose: «Siamo due poveri viaggiatori, e preghiamo umilmente di riceverci in casa per questa notte». — Il paesano disse che se ne andassero. S. Giuseppe replicò: «Noi non vogliamo incomodarvi, pagheremo tutto, ma prendeteci sotto il vostro tetto, perchè non possiamo più continuare, e nemmeno dormire al sereno con questo freddo». — Il contadino andò in collera, e soggiunse: «Vi ho già detto che non vi posso ricevere, non state a tormentarmi; cercatevi altrove un albergo». - Allora S. Giuseppe rivolto alla Vergine: «O mia cara Maria, disse, che cosa faremo mai? Che Iddio abbia pietà di noi, poveri abbandonati». La Madonna rispose: «Acquietati, caro Giuseppe, il nostro buon Signore ci aiuterà, e ci farà trovare un riparo». — Quindi si avanzò alla porta chiusa, ed esclamò: «O buona gente, vi supplico per l'amor di Dio, abbiate compassione di noi, e prendeteci in casa!» - La voce delicata e soave della Vergine, toccò il cuore degli abitanti, che aprirono, e li ricevettero con buona grazia. Quando videro la Madonna, furono tutti compresi da rispetto, e li accolsero con riverenza. Guardavano Maria con ammirazione e piacere, fecero accostare ambedue al fuoco, e dissero loro di sedere. Chiesero dove andavano, e perchè portavano con sé quel vitello? Giuseppe lo disse. I paesani scossero le teste, e soggiunsero: «Oh l'imperatore commette un gran peccato imponendo un tributo così forte a noi povera gente». — S. Giuseppe replicò: «Gli ordini dei principi si debbono eseguire senza mormorare, perchè è la volontà di Dio, che si ubbidisca ai superiori». — Tutto è stato rivelato come dissi da S. Bonaventura a S. Giuseppe da Copertino, per ammaestrarci con quale sottomissione dobbiamo accettare ed eseguire gli ordini dei nostri superiori. Oh! se queste semplici parole di Giuseppe nella capanna del paesano fossero state eseguite dai popoli, quante rivoluzioni si sarebbero risparmiate! Ma che giova lagnarci degli altri? dirò con il nostro beatissimo Padre Pio IX: «Incominciamo da noi stessi». Abituiamo il nostro giudizio a sottomettersi dove non ci sia peccato a quello delle autorità, la nostra bocca a restar chiusa a tutte le osservazioni inutili, e ad adempiere, e procurare di insegnare ai ragazzi il compiere gli ordini ricevuti. Questi continui sacrifici della nostra volontà saranno certo riguardati dall'occhio di Dio come un obolo, che nelle bilance della sua giustizia aiuterà a piegarla dal lato della misericordia.

 

MASSIMA. - Ubbidire in tutto ciò che non è peccato può ottenere miracoli dal Signore.

 

GIACULATORIA. - Per la cura amorosa, che aveste, o caro S. Giuseppe, di Gesù e di Maria nel viaggio a Betlemme, accompagnate me pure nel gran viaggio all'eternità.

 

ORAZIONE. - O gran S. Giuseppe, modello perfettissimo d'obbedienza ai sovrani, guardate come si osservano male i vostri insegnamenti! Mirate come siamo caduti tutti in mano ai nemici di Dio per non essersi i popoli voluti lasciar governare da quelli che ne avevano da Lui il diritto. Ma se il pervertimento andò tanto oltre che, dopo aver cacciati i sovrani legittimi, si mise perfino mano ad usurpare sacrilegamente gli stati al Papa e renderlo prigioniero al Vaticano; deh! o gran S. Giuseppe, per l'onore che questo Santo Papa rese alla vostra Sposa con il dichiararla Immacolata, e a Voi con eleggervi a specialissimo Protettore della Chiesa, ottenete da Maria SS. ch'essa voglia spedire senza più ritardo i suoi angeli a purificare il mondo dagli spiriti ribelli, affinchè, convertiti i popoli intieri e per la prima la nostra Italia, possiamo cantare un Te Deum, che risuoni fino in cielo.

 

FIORETTO. – Fa, secondo le tue forze, qualche cosa in favore della causa della religione cattolica, o fa celebrare alcune Messe, per il trionfo del Papa sulla massoneria mondiale.

 

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CAPPELLINA

 

 

 

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