UN ANNO
CON DON BOSCO
24° Novembre

357) Chi è ministro della Confessione?
Ministro della Confessione è il sacerdote approvato
dal Vescovo.
127. Confessione dell'incredulo.
Il 24 maggio del 1884 Don Bosco stava confessando i suoi giovani nella sacrestia della chiesa di Maria Ausiliatrice.
Verso lo otto entrò un signore sulla trentina, si piantò vicino alla
parete di fronte e stette lungo tempo a guardare i piccoli penitenti
passare a confidar i loro segreti al Santo. L'atteggiamento di quell'uomo e più i segni di inquietudine e di agitazione, destarono
preoccupazioni nel personale di vigilanza.
Ad un tratto, quando una parte dell'inginocchiatoio a cui si succedevano i giovani, rimase libera, fu visto quell'uomo farsi vicino al
Santo e rimanere là in piedi. Il Santo visto che non si allontanava gli
domandò che cosa volesse: — Non so, rispose. — Vuole confessarsi?
— Ohibò! non ci credo! — Se non ha da confessarsi si ritiri e lasci che vengano altri.
Don Bosco dovette voltarsi a confessare l'ultimo giovane, visto
che l'altro non si muoveva. Pareva che una forza interna lo tenesse
là inchiodato. Il Santo allora visto che aveva a che fare con un'anima perseguitata dalla grazia di Dio con gesto dolce e risoluto gli
fece cenno di inginocchiarsi. Che sia accaduto tra Don Bosco e lo sconosciuto misterioso, Iddio solo lo sa. Gli astanti lo videro alzarsi
commosso e mutato, con gli occhi lacrimosi e qualcuno l'udì esclamare:
«È la Madonna che mi ha condotto qui».
Entrato poi nella chiesa, vi stette un bel pezzo in preghiera alzando spesso lo sguardo all'immagine benedetta di colei che è aiuto
dei Cristiani e rifugio dei peccatori! (M. B. XVII, 152).
128. Ubbidienza al confessore.
Raccontò Don Bosco ai suoi giovani: « Dobbiamo obbedire al confessore come obbediamo agli ordini di Dio. Santa Teresa aveva
visioni celesti. Il suo confessore la credeva allucinata o tentata dal
demonio e le comandò di sputare addosso alle apparizioni. La Santa, vedendosi poi vicino Gesù, gli domandò scusa e... gli sputò in faccia.
Gesù lodò altamente quell'atto ». (M. B. VI, 355-356).
129. Ministro e confessore.
Il Ministro Rattazzi talora diceva scherzando a Don Bosco: — Preghi per me, che se debbo andare all'inferno, non vada troppo
al fondo.
Un giorno, entrando Don Bosco nell'ufficio di Rattazzi, gli fece
osservare: — Eccellenza, il suo gabinetto sembra un confessionale circondato
dai penitenti in tempo di Pasqua tanta è la moltitudine che attende
nell'anticamera ».
Il Ministro gli rispose: — Con questa differenza, mio caro Don Bosco: che chi parte dal
Confessore parte contento, con la pace nel cuore, benedicendo il Padre
spirituale; mentre invece chi parte dal Ministro, che non ha potuto
contentarlo accondiscendendo alle sue domande, si allontana da lui
pieno di mal volere e maledicendolo. (M. B. V, 437).
130. Mi ha aperti gli occhi.
Ammirevole era la bontà con la quale Don Bosco accoglieva i penitenti. Un giovane andò a confessarsi. Terminato che ebbe, disse:
— Avrei ancora una cosa. — Quale? — Vorrei che mi permettesse di baciarle i piedi.
— Non fa bisogno, baciami solo la mano come a sacerdote.
Il giovane si mise a piangere dirottamente dicendo: — Felice me, se per il passato avessi aperti gli occhi come questa
sera. Ed è lei che me li ha aperti.
E se ne andò singhiozzando. Quando poi fu calmo ritornò a conferire con Don Bosco riguardo alle cose dell'anima sua.
(M. B. VI, 834)..
131. Carità del confessore.
Un empio giornalista era andato a fare gli Esercizi a Lanzo, forse
più per avere alcuni giorni di riposo in quell'aria buona che non per
pensare all'anima sua. Egli aveva scritti e pubblicati molti articoli
contro Don Bosco, che però non conosceva di persona. Non aveva
saputo che l'Uomo di Dio si trovava in quel santuario. Mosso dalle
prediche, decise di confessarsi, e visto che il confessionale di Don Bosco
era frequentatissimo, si avviò egli pure a quello. Naturalmente dovette
manifestare quale fosse la sua professione e in qual modo in questa
avesse mancato. Don Bosco lo ascoltò con ogni bontà, gli diede i consigli necessari e gli impose ciò che la coscienza esigeva. Egli aveva
inteso benissimo chi fosse quel Signore, il quale, benché incantato
dalle sue maniere tutte carità, non aveva ancora pensato a chiedere
il nome del suo confessore. Baciatagli quindi la mano stava per
ritirarsi, quando ad un tratto gli balenò alla mente il sospetto. Tornò
indietro e chiese al confessore: — Lei è Don Bosco? — Sono Don Bosco — rispose il confessore sorridendo.
Il giornalista commosso e meravigliato, si ritirò con le lacrime
agli occhi. (M. B. V, 302-303).
FRASE BIBLICA.
— La tua Parola risuona ai confini del mondo.
UNA MASSIMA DI DON BOSCO.
- È più grande il numero di coloro che si dannano confessandosi, che coloro che si dannano per non confessarsi, perché anche i più cattivi qualche volta si confessano, ma moltissimi non si confessano bene.
PREGHIERA
DEL MESE. — «O Signore Onnipotente, il quale per l'amore, che portaste agli uomini, vi degnaste di prendere umana carne, di vivere fra gli stenti, di soffrire dolorosissima passione e finalmente di spirare in Croce, deh! per tanti meriti che ci procuraste col vostro preziosissimo Sangue, vi prego di volgere uno sguardo pietoso
ai tormenti che soffrono nel Purgatorio quelle anime benedette, che partendo da questa valle di pianto in grazia vostra soffrono gli ardori di quelle fiamme per
scontare i debiti che hanno tuttora verso della vostra Divina Giustizia. Accettate
dunque, o pietosissimo Iddio, le preghiere che per esse vi porgo, traetele da quel carcere tenebroso, e chiamatele alla gloria del Paradiso. Vi raccomando particolarmente le anime
dei miei parenti, benefattori spirituali e temporali, e in special modo quelle a cui posso essere stato occasione di peccato col mio mal esempio. Vergine SS. Madre pietosa, consolatrice degli afflitti, intercedete voi per quelle anime, affinchè per la vostra potentissima intercessione volino a godere quel Paradiso che loro sta
preparato.».
(Da Il giovane provveduto, San Giovani Bosco)
FIORETTO: — Fa oggi tutto esattamente: recita un atto
di dolore per le negligenze passate.