Eccomi, o mio amato e buon Gesù, che prostrato alla tua santissima Presenza ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non offenderti più, mentre io con tutto l’amore e con tutta la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o mio Gesù, il santo profeta Davide: “Hanno forato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa”.
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Pater, Ave e Gloria ( per l'acquisto dell'indulgenza plenaria)
(A
colui che recita questa preghiera dopo la Comunione, dinanzi
all'immagine di Gesù Crocifisso, è concessa l'indulgenza plenaria
nei singoli venerdì del tempo quaresimale e nel venerdì santo;
l'indulgenza parziale in tutti gli altri giorni dell'anno. Pio
IX)

La
Quaresima offre “l’opportunità di riflettere sul cuore della
vita cristiana: la carità. […] è un tempo propizio affinché,
con l’aiuto della Parola di Dio e dei Sacramenti, rinnoviamo il
nostro cammino di fede, sia personale che comunitario. È un
percorso segnato dalla preghiera e dalla condivisione, dal silenzio
e dal digiuno, in attesa di vivere la gioia pasquale”.
Il
messaggio di Benedetto XVI per la Quaresima 2012 si sofferma sulla
terza virtù teologale - la carità – e si sviluppa tre aspetti
della vita cristiana: l’attenzione all’altro, la reciprocità e
la santità personale.
Don
Pierluigi Cameroni, Postulatore Generale per le cause dei santi
della Famiglia Salesiana, offre una sintesi del messaggio
del Papa che quest’anno si ispira al versetto della lettera agli
Ebrei: “Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a
vicenda nella carità e nelle opere buone” (10,24).
Il
prestare attenzione: lo sguardo su Gesù ci spinge a fare
attenzione all’altro, a prenderci cura del fratello. Lo spirito di
famiglia vive e si nutre della qualità e della cura delle relazioni
fraterne. L’indifferenza, il disinteresse, il cuore indurito sono
sempre in agguato.
La
fraternità fatta di attenzione, compassione, misericordia fa
respirare le comunità e diventa un grande segno di speranza per
coloro che ci avvicinano.
Una
sottolineatura molto concreta e spesso assente è il richiamo alla
pratica della correzione fraterna, che il papa invita a riscoprire
nella prospettiva della salute spirituale, della salvezza delle
anime. Tipica delle comunità religiose ma applicabile a qualunque
realtà relazionale cristiana, la “correzione fraterna” è
un’attitudine non facile, che richiede una fiducia reciproca
notevole, oltre che coraggio ed umiltà. Per le nostre comunità
tale pratica può essere un valido aiuto in vista di una fattiva
corresponsabilità vocazionale, per tamponare gli abbandoni e le
fragilità e consolidare la scelta fatta. Per contrastare
l’individualismo egoistico e l’indifferenza “è un grande
servizio aiutare e lasciarsi aiutare a leggere con verità se
stessi, per migliorare la propria vita e camminare più rettamente
nella via del Signore”.
Il
dono della reciprocità: la comunione eucaristia e fraterna ci
apre al rapporto con gli altri. “La nostra esistenza è correlata
con quella degli altri, sia nel bene che nel male; sia il peccato,
sia le opere di amore hanno anche una dimensione sociale”.
Espressione
concreta di tale reciprocità è il fare penitenza e chiedere
perdono per i peccati dei membri della propria comunità e
rallegrarsi per le meraviglie che il Signore opera nei
fratelli.
C’è
una solidarietà profonda che ci lega in quanto membra di uno stesso
corpo. Il saper chiedere perdono e il riconoscere il bene dei
fratelli aiuta a stabilire relazioni autentiche e a costruire
comunità evangelicamente credibili.
Camminare
insieme nella santità: siamo spronati a crescere giorno per
giorno nella vita spirituale verso la piena maturità in
Cristo.
Per
vincere la tentazione della tiepidezza valorizziamo nella
conoscenza, nell’imitazione e nella preghiera la ricchezza di
santità germogliata sulla scia di Don Bosco.
“La
sapienza della Chiesa nel riconoscere e proclamare la beatitudine e
la santità di taluni cristiani esemplari, ha come scopo anche di
suscitare il desiderio di imitarne le virtù”.
“La
testimonianza di tanti fratelli e sorelle della Famiglia Salesiana
– dice don Cameroni - che hanno vissuto con radicalità la sequela
di Gesù e sono stati uomini e donne di comunione, come Madre Maria
Troncatti, FMA, di cui si avvicina la beatificazione e Nino
Baglieri, Volontario con Don Bosco, di cui si avvierà la causa,
sono motivo di gioia e insieme stimolo ad una santità condivisa”.